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Verrini interrogato un’ora e sogna la libertà

Verrini interrogato un’ora e sogna la libertà

Concordia. L’ex manager di Cpl incontra il gip: continua a collaborare e spera di lasciare i domiciliari

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CONCORDIA. Un interrogatorio durato un’oretta in cui Nicola Verrini ha reso un’ulteriore testimonianza funzionale all’indagine su Ischia e il ruolo tenuto da Cpl nella complessa vicenda degli appalti. Il manager, attualmente agli arresti domiciliari, ha richiesto, attraverso i suoi legali Massimo e Michele Jasonni, di tramutare le misure cautelari nel più leggero obbligo di dimora. Se il giudice per le indagini preliminari, Andrea Romito, che si è ovviamente riservato, dovesse accogliere l’istanza, allora Verrini, dopo oltre due mesi, potrebbe tornare a circolare libero per Concordia e quantomeno ritrovare i rapporti con i familiari dal momento che, finora, non aveva neppure domandato di poter incontrare i genitori.

Sono le 9,18 quando l’ex vertice di Cpl, accompagnato dai suoi legali, si avvicina al tribunale. Senza cravatta, sembra guardarsi intorno stranito e si mette in fila per accedere al palazzo di Giustizia. Sulle scale incrocia un’amica, altrettanto stupita di vederlo. «Ciao Nicola», gli dice, si scambiano due baci di cortesia e poi Verrini torna ad attendere il proprio turno. Gli avvocati Jasonni mostrano il tesserino dell’ordine e passano le barriere, il manager invece, in qualità di normale cittadino, si ferma di fronte ad un militare, che lo controlla con il metal detector. Un’operazione che dura poco più di un minuto e poi, insieme ai legali, si avvia al secondo piano, dove si trova l’ufficio del giudice Romito.

Michele Jasonni va ad annunciare l’arrivo al gip, mentre Verrini e Massimo Jasonni scambiano poche battute nell’atrio d’accesso. Alle 9,30, puntualissimo, inizia l’interrogatorio, il quarto sostenuto dal responsabile commerciale di Cpl dopo l’arresto di fine marzo. Due sono stati quelli avvenuti a Napoli, il terzo si era invece svolto in carcere al Sant’Anna mentre stavolta ci si trasferisce in tribunale. Un colloquio, richiesto dallo stesso Verrini, sul quale vige il massimo riserbo, ma nel quale il manager avrebbe continuato su quella strada collaborativa già palesata nei precedenti incontri con i giudici, mentre la procura di Modena non ha ancora esercitato la possibilità di interrogarlo.

La volontà di raccontare la propria verità dovrebbe servire a Verrini per proseguire nel percorso di allentamento delle misure cautelari in attesa poi del processo. I magistrati di Modena e Napoli, infatti, hanno ormai concluso le indagini sulla metanizzazione di Ischia ed entro fine mese dovrebbero chiedere i rinvii a giudizio.

Francesco Dondi

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