L’emigrazione in Argentina di papà Franco
Il Sudamerica era scritto nel destino della famiglia Tintorri. Il primo a emigrare fu papà Franco, negli anni ’70, esperto di meccanica e con il bernoccolo di realizzare qualcosa di suo. Proprio...
Il Sudamerica era scritto nel destino della famiglia Tintorri. Il primo a emigrare fu papà Franco, negli anni ’70, esperto di meccanica e con il bernoccolo di realizzare qualcosa di suo. Proprio quando tanti emigranti degli anni ’50 tornano in italia, lui fa il viaggio in direzione opposta assieme alla madre Valentina.
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Lavoro duro, idee e talento creando a Caracas una ditta che produce pezzi per le piattaforme petrolifere. Lui, che per alcuni anni era vissuto in Argentina sino ad acquisirne anche la cittadinanza, trova nella sua terza patria - il Venezuela - la terra promessa. Da lì non vuole spostarsi più e mette al mondo altri figli, come Lilian. Alla fine saranno sei i Tintorri, anzi Tintori come c’è scritto sui documenti ufficiali, che diventano cittadini di Carcas a tutti gli effetti. La voglia d’intraprendere non manca a nessuno. Neppure alla figlia, Patricia, oggi trentenne; nel 2012 volò a Londra per lavorare in un ristorante nel villaggio olimpico. Lì incontrò la “Gazzetta” a cui confidò il sogno di aprire a Pavullo un ristorante vicino alla casa della nonna. Quest’ultima è tornata nel frignano che aveva lasciato mezzo secolo prima per rivedere le pietre e l’albero che l’avevano vista crescere. Suo figlio Franco non ha fatto a tempo: otto anni fa un incidente stradale lo ha portato via. «In ospedale non avevano neanche le garze per curarlo» ha ricordato Lilian in un intervista. Il contrasto con il regime è di vecchia data. (s.c.)
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