Nelle regole, senz'ipocrisia
Accogliere, voce del verbo essere cittadini, oggi. E anche amministratori pubblici, certo. Accogliere temporaneamente, in attesa che venga definito il loro status giuridico, i...
Accogliere, voce del verbo essere cittadini, oggi. E anche amministratori pubblici, certo. Accogliere temporaneamente, in attesa che venga definito il loro status giuridico, i disperati sopravvissuti al Mediterraneo e alla disperazione da dove provengono, quelli che ogni tanto ci strappano il cuore vedendoli aggrappati ai legni delle barche che affondano e poi spariscono dalla nostra mente come dai nostri occhi fino alla prossima tragedia.
Accogliere è un verbo sempre più difficile da coniugare: uno ogni mille abitanti, ha stabilito Roma mentre l’Europa traccheggia lasciandoci a gestire un’emergenza divenuta strutturale; in provincia di Modena con i prossimi 200 si arriverà a quota 600. Al fastidio, all’intolleranza, all’egoismo, alla strumentalizzazione politica che fanno da tempo il brodo culturale di tanta arcigna e spaventata Italia, si sono aggiunte la vergogna di chi sulla pelle di questi disgraziati ha lucrato e spartito denari pubblici, discettando di mucche cui dar da mangiare e poi mungere..., un euro al giorno a immigrato ospitato finiva in mazzette.
A questa Italia impresentabile, agli occhi dei profughi come a quelli del resto del mondo che per altro chiude i suoi di fronte ai boat people, quale altra Italia contrapporre? Quella capace di guardare dentro sé stessa e oltre, magari attraverso parole come quelle di un poeta, Derek Walcott, anche se ad altro lui pensava: “Questo non porta pace a nessuno. L’antica guerra tra ossessione e responsabilità non finirà mai ed è stata la stessa per il navigante o per chi è a terra e ora calza i sandali per incamminarsi verso casa”.
Noi, oggi, comunque abbiamo i sandali ai piedi, magari un po’ sciupati, non eleganti come vorremmo, ma li abbiamo e ci incamminiamo ogni sera verso casa. Loro, no. Loro, naviganti e naufraghi della vita, possono essere ossessione, fantasmi tra i nostri fantasmi, o responsabilità che noi vogliamo e possiamo assumerci. Dentro le regole, certo, ma fuori dall’ipocrisia. L’incontro del Prefetto con i sindaci la prossima settimana ci dirà se e come Modena, l’Emilia, sa ancora accogliere: tempo presente di un verbo che al futuro fa speranza di pace.
@engraz
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