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IL MEGLIO (PER ME) DELLA MIA CITTà

Gente tollerante, buona tavola Amo il dialetto e la nostra nebbia

di GIANCARLO IATTICI
Gente tollerante, buona tavola Amo il dialetto e la nostra nebbia

GIANCARLO IATTICI. 1 ) I modnes “ Spachè “ oggi si dicono D.O.C. Ironici, simpatici, creativi, altruisti e gran lavoratori. Sempre pronti alla battuta e tolleranti ..molto tolleranti. 2 ) Camminare...

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GIANCARLO IATTICI. 1 ) I modnes “ Spachè “ oggi si dicono D.O.C. Ironici, simpatici, creativi, altruisti e gran lavoratori. Sempre pronti alla battuta e tolleranti ..molto tolleranti.

2 ) Camminare per il Centro Storico . Un caffè in via Farini, il giornale in piazza Mazzini, un po’ di musica da un artista di strada, un saluto a San Zemian, ancora uno sguardo al nostro splendido Duomo con la consapevolezza (leggasi presunzione) di vivere nella più bella città del mondo.

3 ) Sandrone, il più modenese tra i modenesi e la sua famiglia. La mitica Società del Sandrone che frequento da quasi cinquant’anni, che presiedo ormai da venti e che vive grazie alla partecipazione dei circa novecento modenesi che la sostengono.

4 ) Una parrucca ormai vecchia e spelacchiata che ho messo per 21 anni quando vestivo i panni di Sgorghiguelo, con Giordano Brusoni, grande Sandrone e Maria Palmieri Pulonia e sproloquiavo (popà permettendo) dal balcone del Municipio il giorno di Giovedì Grasso.

5 ) Persone come Beppe Zagaglia e tutti gli altri modenesi che dedicano, “a gratis” direbbe il noto Pavirone, parte della vita alla loro città.

6 ) Il dialetto, la nostra lingua che parlo e vivo giornalmente nella consapevolezza che nonostante i numerosi sforzi di tanti, lo perderemo per colpa, e sottolineo per colpa, di chi non ha capito l’importanza di mantenere in vita questo nostro patrimonio culturale.

7 ) La gente semplice di Modena quella che non è cambiata nonostante la notorietà. Mirella Freni, i Panini, Nicoletta Mantovani, Gianna e Gianni i suoi genitori, che ho frequentato fin da ragazzi quando ci trovavamo al Tempio, la parrocchia di San Giuseppe... cito solo quelli che mi vengono in mente ma per darvi l’idea.

8 ) La nostra nebbia. Scusate … la nostra fumana... anche se non è più quella degli anni passati quando Luciano Zanasi scriveva in dialetto di lei e che traduco per la gioia del Modenesi ariosi: “È tanto fitta che se le appoggi la bicicletta sta in piedi da sola”. E anche: “A gh’era n’a fumana cla s’taieva col curtèl”.

9 ) Tutte le associazioni di volontariato che danno prestigio a Modena. Le Società Centenarie, il Rotary, i Lions e tutte le altre che, come il Sandrone, creano eventi per raccogliere fondi da donare in beneficenza o per salvaguardare il nostro patrimonio culturale e artistico.

10 ) Zampone, cotechino, tortellini, prosciutto, salame, gnocco fritto e tigelle, lambrusco, aceto balsamico, ciliegie , amaretti e perché no, la zuppa inglese della nonna, tutto in tema Expo (riservato a tutti quelli che hanno il colesterolo che non supera i 200).

* presidente della storica

Società del Sandrone

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