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Il Formiggini nella profonda Sicilia

Il Formiggini nella profonda Sicilia

Alcune classi del liceo Formiggini sono state in Sicilia per un viaggio d’istruzione e per visitare i luoghi dove hanno vissuto uomini che nel loro piccolo hanno cambiato non solo la regione ma l’inte...

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Alcune classi del liceo Formiggini sono state in Sicilia per un viaggio d’istruzione e per visitare i luoghi dove hanno vissuto uomini che nel loro piccolo hanno cambiato non solo la regione ma l’intero Stato e combattuto la mafia, che per molti anni veniva ritenuta inesistente. Il viaggio ha avuto anche rivolti turistici con visite al duomo di Monreale, insieme di arte araba e normanna con riferimenti, nel giardino centrale, al cristianesimo; il pranzo a Mondello con i ragazzi del liceo palermitano “Finocchiaro”, conosciuti attraverso un gemellaggio tra le due scuole; la visita al centro “Padre Nostro” di Brancaccio. Qui i ragazzi sono potuti venire a conoscenza dei frutti dell’opera compiuta da don Giuseppe Puglisi per togliere i ragazzi dalla strada cioè dalle “grinfie” della mafia. Nei giorni seguenti visite all’isola di Mozia, i reperti degli scavi del museo Whitaker e il museo dei cento passi in cui Giacomo Randazzo, compagno e amico di Peppino Impastato, ha rivelato che ancora oggi cerca di rispondere a una ripetuta domanda dei ragazzi: «Possiamo combattere la mafia attraverso l’istruzione e usando la nostra testa e non abbandonarci alle comodità di soldi e poteri facili?». In una delle serate hanno avuto l'incontro con una rappresentante dell’associazione “Rita Atria” cui è seguita la visita al cimitero di Partanna per lasciare alcuni pensieri scritti sulla tomba di Rita. Bellissima la visita ad Agrigento e alla valle dei templi per comprendere la cultura di quella che un tempo è stata colonia greca e come la mafia si sia inserita anche in una colonna portante come la cultura di un popolo. Il ritorno a Palermo ha visto le tappe alla cattedrale , palazzo dei normanni e al mercato di Ballarò; poi l’aula bunker del palazzo di giustizia, sede dei più grandi processi contro la criminalità mafiosa. Infine la partecipazione al corte per ricordare l’unione dell’Italia contro la mafia e la strage di Capaci. Un evento, questo ultimo, che ha visto l'aggregazione di tantissimi giovani di varie provenienze uniti per respingere con fermezza quello che viene oggi proposto con fare mafioso nella vita quotidiana.

Federica Mauro

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