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Nadia, da Modena ad Amburgo per scrivere fiabe

di Laura Solieri
Nadia, da Modena ad Amburgo per scrivere fiabe

Nadia Malverti, attrice e autrice di racconti per l’infanzia, vive in Germania, dove svolge un'intensa attività di scrittura di fiabe e racconti destinati ai bambini, ma è rimasta molto legata a Modena

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MODENA. Nadia Malverti, classe 1962, una vita tra Modena, la città dove è cresciuta (in via Cucchiari), e la Germania, è attrice, autrice di libri per l'infanzia e ha lavorato in scuole bilingui italo-tedesche tenendo laboratori per bambini.

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«Da piccola quando andavo al mare in riviera - dice Nadia -  vedevo le bambine tedesche bionde, con i capelli corti, agili e muscolose, che si buttavano nell'acqua fredda, correvano dappertutto e ai miei occhi erano bambine serene, realizzate, un modello di libertà femminile che ammiravo. È forse per questo che alle scuole medie ho voluto studiare tedesco, lingua fondamentale nella mia vita visto che abito ad Amburgo da più di 20 anni». 

«Io non sono, io faccio - sorride Nadia, che coltiva tante passioni tra cui quelle per la poesia e la pittura - da bambina scrivevo poesie e spendevo tutta la mia paghetta in colori e pennelli. Dopo il liceo, ho frequentato la Scuola di Teatro di Bologna diretta da Alessandra Galante Garrone e fino al 1992 ho lavorato nel teatro facendo l'attrice a Monaco e Bologna».

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Negli anni Novanta Nadia inizia a lavorare con i bambini presentando letture teatrali per la Biblioteca Comunale di Modena e ad Amburgo proponendo laboratori teatrali per il comune. L'attività con i bambini si evolve nella scrittura, tra racconti e fiabe, producendo storie radiofoniche in Germania come “Nonno Cosimo alla ricerca di Babbo Natale”, un nonno modenese con una nipotina tedesca che si è convinto che esista Babbo Natale e lo cerca in tutto il mondo fino a trovarlo a Modena. «Delle fiabe mi piace il fatto che vanno a finire bene e che nonostante le prove avventurose e le difficoltà è possibile tutto, senza che ci sia una linea logica a disegnare un mondo diverso dalla realtà di tutti i giorni. Quando ero bambina, rifugiarmi in un mondo parallelo fatto di fantasia mi ha salvato», racconta Nadia, cresciuta con le famose "Fiabe sonore" dei Fratelli Fabbri, grazie alle quali ha imparato a leggere. Tra i suoi lavori più importanti c'è "Si conta e si racconta", «una raccolta di fiabe italiane tradotte dai dialetti originali che ho registrato con alcuni amici, un lavoro che contiene venti fiabe popolari italiane originariamente tramandate e trascritte nei diversi dialetti della Penisola e qui trasposte in lingua italiana, in tre cd. Anche se ora farei fatica a ritornare, per tanti anni ho avuto nostalgia di Modena, dei miei amici, dei luoghi, degli odori - conclude Nadia - quando mi ero trasferita a Monaco, spedivo a casa un bollettino periodico per dare mie notizie, un po' come una newsletter. Dell'Italia mi piace così tanto che i marciapiedi siano uno diverso dall'altro, che tutto sia unico. La bellezza delle nostre città ci ricorda ogni giorno il privilegio di abitare nell'arte e questa è un'altra cosa che mi manca moltissimo».

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