Il capo gang dei vandali ha danneggiato 120 auto
Resta in carcere il giovane di origini cubane. Vendeva agli amici oggetti rubati Il bilancio dell’attività di investigazione presentato dal vice questore Morra
Resta in carcere in attesa di giudizio il giovane di origini cubane, D. C. che era stato bloccato dal vice questore Michele Morra davanti all'Ipsia don Magnani nei giorni scorsi. Proprio il dirigente del commissariato commenta i fatti e assicura i cittadini che le indagini non si fermano, in vista di altre identificazioni che porterebbero le manette ai polsi di altri giovanissimi protagonisti delle notti vandaliche sassolesi. «La ricostruzione parte dai primi di aprile – dice il dottor Morra – quando individuammo e denunciammo a piede libero un gruppo di giovani che aveva danneggiato fino a quel momento circa 120 auto. L'operazione ci portò al sequestro nelle loro abitazioni di un notevole quantitativo di refurtiva, poi messo a disposizione dei legittimi proprietari, che in parte sono venuti in commissariato a richiedere. Subito ci siamo resi conto della leadership di un giovanissimo 18enne, di origini cubane, D.C., che tra autoaccuse e segnalazioni, sembrava il fulcro di tutte le bravate fino a quel momento accadute in città». Dopo questa operazione sembrava che tutto fosse sotto controllo, che il fenomeno si fosse esaurito. «Per quasi un mese e mezzo – continua il dirigente del commissariato – in effetti non sono state denunciate azioni di questo genere. Anche se devo dire che prima della fine di aprile vi furono altri episodi, come quello di via Tagliamento, riconducibili agli stessi autori. Poi, tre settimane fa, ecco la distruzione di una ventina di auto in via Cimarosa, alcune delle quali senza portar via nulla, con 5 vetri rotti su 5 nella tessa utilitaria. I miei uomini, allertati da una telefonata, arrivarono sul posto ma furono frenati da una vettura trovata di traverso messa di proposito dai vandali». Ed è stato in quel caso che siete risaliti ancora al giovane di origini cubane? «Non proprio – precisa Morra – anche perché da quella notte lui non è più stato in città per qualche giorno. Il motivo l'abbiamo saputo più avanti, perché ci è arrivata da Brescia una comunicazione che lo vedeva autore colto in flagranza di reato, sempre a danneggiare delle auto ed arrestato con l'obbligo di tornare a Sassuolo per essere interrogato da noi: cosa che non ha mai fatto». E siamo al momento del fermo davanti all'Ipsia. «Qui hanno prevalso le segnalazioni dei cittadini – conclude il vice questore – che ci avevano messi da pochi giorni sulle tracce del giovane, dopo la sua azione criminosa a Brescia. Sapevamo delle sue amicizie con alcuni ragazzi del professionale e l'abbiamo preso mentre cercava di vendere oggetti rubati nelle auto. Tra questi un I phone 6 sottratto in un bar di Sant'Antonino e un orologio rubato all'interno di un'auto a Magreta». Parola fine? «Non credo – dice con amarezza – ma non ci fermiamo nemmeno noi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
