Gazzetta di Modena

Modena

«Il futuro è nei distretti e nella politica industriale»

di Serena Arbizzi

Sono parole del docente Sapelli, del giornalista Napoletano e del dirigente Monti protagonisti della tavola rotonda che ha animato la seconda fase dell’assemblea

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La media industria diffusa è l’unica chance rimasta a questo paese ed è doveroso puntare su una politica industriale importante che la valorizzi. Questo, in sintesi, è emerso ieri pomeriggio durante il dibattito dal titolo “Piccole e medie ma sempre più globali. Competitività delle imprese sui mercati internazionali”, al quale hanno partecipato il presidente dell’Ice, Riccardo Monti, il docente di storia dell’economia all’università di Milano, Giulio Sapelli, moderati da Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore, i cui interventi sono stati intervallati dalle testimonianze telefoniche di alcuni inviati del quotidiano economico. Sapelli, con il consueto stile schietto, ha affondato il coltello sulla necessità di «migliorare le executions, ovvero l’esercizio di fare sempre meglio le cose: dall’arte dell’imprenditorialità alla managerialità, che si parli di lay out dello stabilimento o della produttività del lavoro. L’Europa è caduta nella trappola di una moneta unica con nazioni troppo diverse per produttività del lavoro e una Banca centrale che assomiglia alla Bundesbank. Negli Stati Uniti, inoltre, abbiamo 4 operatori telefonici, in Europa 121. Diventa difficile, dunque, pensare a cogliere al meglio le occasioni di mercato quando la concorrenza è simile». Sapelli ha posto poi l’accento sul futuro. «Il vero futuro saranno i cluster, sempre più indipendenti dai territori, salvo per la manodopera» sottolinea il docente.

Una notazione dall’estero per le imprese modenesi è poi arrivata dall’inviato del Sole 24 Ore del Medio Oriente, Alberto Negri, il quale si è soffermato soprattutto sulla Turchia dove la situazione politica è particolarmente calda, con forti ripercussioni sui mercati e sulle aziende del nostro territorio che hanno interessi lì. «Con la Turchia le imprese italiane vantano un interscambio di 20 miliardi di dollari l’anno e sono 1.200 - ha aggiunto Negri - specializzate in settori che vanno dal tessile alla ceramica, comparti tipicamente modenesi. Il governo conservatore religioso di Erdogan in queste ore ha perso la maggioranza assoluta, non sarà in grado di formare un governo monocolore a meno chè non si vada a elezioni anticipate. In sostanza, siamo in un’era di instabilità che i mercati hanno percepito. Ora si apre lo spiraglio ad un governo di coalizione che potrebbe dare fiato alle riforme economiche che si erano arenate qualche anno fa».

L’accento sull’importanza di investire sulla media industria l’ha posto Napoletano, il quale ha evidenziato come questo sia un territorio fondamentale perché «qui a Modena ci sono tantissimi settori: dall’agroalimentare alla maglieria, all’abbigliamento, fino a ceramica e biomedicale. C’è una media industria diffusa che è l’unica chance rimasta a questo Paese e occorre rilanciarla con una politica industriale importante». Sul finale si è affrontato anche l’argomento Cina, un Paese visto da molti imprenditori con il fumo negli occhi per la concorrenza sleale, per altri come un’opportunità. L’inviata Rita Fatiguso da Pechino ha elogiato l’accordo siglato dagli «imprenditori emiliano romagnoli nel Guandong, una regione molto importante che prende un quarto del Pil di tutta la Cina». Fatiguso si è poi soffermata sull’importanza di fare marketing territoriale e di studiare bene come arrivare in Cina, puntando sull’alta qualità del prodotto. Al termine è stata festeggiata la storica promozione in serie A del Carpi Calcio con un premio consegnato dal presidente di Confindustria Modena Valter Caiumi a patron Stefano Bonacini.

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