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Olivo Barbieri esaltato nel mondo ovunque grandi mostre, non qui

di Stefano Luppi
Olivo Barbieri esaltato nel mondo ovunque grandi mostre, non qui

Il fotografo carpigiano esposto in prestigiose rassegne a Roma e nella vicina Reggio Emilia Sotto la Ghirlandina, nonostante l’esistenza della Fondazione, soltanto piccoli appuntamenti

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Sotto la Ghirlandina ci sono centinaia di eventi ogni settimana, spendiamo per la cultura visiva milioni di euro l'anno, ma se vuoi vedere le mostre dell'artista modenese più noto oggi nel mondo dell'arte - il carpigiano 61enne Olivio Barbieri - devi recarti a Reggio e a Roma.

Barbieri, in queste due città, è al centro di fondamentali retrospettive con rispettivamente 200 e 150 opere fotografiche.

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A Modena invece, come racconta più sotto lo stesso artista, non si è mai pensato di dedicargli mostre omnicomprensive, solo “piccoli” appuntamenti su progetti specifici e collettivi. Se non ci pensiamo noi ci pensano gli altri, i cugini reggiani in particolare che ogni anno con la manifestazione Fotografia Europea raccontano la situazione presente nel mondo dell'arte fotografica. La mostra retrospettiva “Ersatz lights. Case study #1 East west”, curata ai chiostri di San Pietro di Reggio da Laura Gasparini, raccoglie immagini realizzate lungo un arco temporale di trent'anni di lavoro. Le immagini, in tutto 199, sono state scelte dall'autore carpigiano stesso dal proprio ricco archivio e alcune sono inedite: sono tutte dedicate al tema della luce artificiale e sono state realizzate da Barbieri ai quattro angoli del mondo, dall'Europa al Giappone alla Cina, dalla Malesia al Singapore al Cairo e in America.

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Le immagini esposte, tra cui alcune realizzate a Modena nei primi anni Novanta, mettono al centro dell'attenzione la luce vista come un elemento fondamentale della sintassi della fotografia e della poetica di Barbieri che così mostra numerosi aspetti inediti legati alla riproduzione e alla ricerca sul paesaggio reale. Ci sono, in questa mostra che chiude il 26 luglio, tutte le possibilità di comprendere quanto l'essere umano ha inventato per sostituire la luce solare: «La luce - spiega Barbieri - è come il respiro di cui ci accorgiamo solo quando manca».

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L'artista carpigiano, noto soprattutto per il progetto site specific iniziato nel 2003 e oggi comprendente quaranta città di tutto il mondo, è al centro anche della mostra “Olivo Barbieri, immagini 1978-2014” prevista dal 29 maggio al 9 novembre al MaXXi di Roma. Questa mostra ne riassume l'intera attività e probabilmente sarà quella della consacrazione definitiva per un artista che si inserisce perfettamente nella grande tradizione modenese dell'immagine. Lasciando da parte gli studi storici pensiamo almeno all'epoca d'oro nata dall'esperienza del più grande: il fotografo reggiano-modenese Luigi Ghirri. Ma appunto sotto la Ghirlandina spendiamo e poi alcune grandi mostre dei “nostri” dobbiamo andare a vederle altrove perché, a parte il progetto “Site Specific NYC 07” di Carpi nel 2007, di Modena non c'è traccia tra le ventuno monografie finora pubblicate dall'artista.

Barbieri come è nata la collaborazione con Reggio?

«Alcuni mesi fa i responsabili di Fotografia Europea mi hanno invitato a fare una mostra a Reggio e io ho proposto di dedicarla al tema della luce artificiale. Ora invece sono in partenza per Roma dove apriamo la mostra dedicata a tutta la mia attività professionale, suddivisa in sette cicli».

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Lei monografiche a Modena non ne ha mai fatte.

«No, solo alcune presenze collettive a Fondazione Fotografia e, nel 2008, alla Civica».

Ora lavora ad altri progetti?

«Sì, uno molto impegnativo dedicato a fotografare 300 chilometri di costa adriatica, tra mare ed entroterra».

Ha dei maestri Barbieri?

«Ne cito tre in diversi campi artistici: ovviamente Luigi Ghirri in fotografia, il regista Francis Ford Coppola e il poeta americano William Burroughs».

Al festival di Fotografia Europea, nato nel 2006, ci sono numerose altre mostre legate al tema dell'Expo: la manifestazione si interroga, nei suoi vari appuntamenti dedicati a decine di artisti italiani e stranieri in numerose sedi del centro, ad aspetti come la rappresentazione del pianeta, i nuovi equilibri tra le ragioni della natura e quelle dell'uomo e i cambiamenti epocali di passato e futuro.

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