Usa - Italia: incontro studio tra infermieri
Il meeting avvenuto all’ospedale dove si è parlato di intensità di cura e gestione del servizio sanitario
Un gruppo di infermieri del college universitario di Hartford, nel Connecticut, è stato ospite dell'ospedale cittadino, nell'ambito di una esperienza internazionale che ha visto studiare sia la forma di gestione pubblico-privata che l'organizzazione per intensità di cura. «Un evento - ha detto in modo chiaro e preciso Maria Iris Grassi, dirigente infermieristico dell'ospedale sassolese - che rientra nel progetto di condivisione di ciò che l'ospedale di Sassuolo sta portando avanti con la più ampia platea possibile. L' occasione è stata la richiesta della coordinatrice del corso di laurea di questa università del Connecticut, che anni fa, durante la stesura della sua tesi, aveva visitato e conosciuto il vecchio ospedale di Sassuolo. A seguito della richiesta è nata l'idea di incontrarci anche per parlare del nuovo progetto dell'intensità di cura».
Continuano così gli eventi a carattere internazionale. «L'ospedale di Sassuolo - continua Grassi - favorisce questi eventi per un confronto tra tutti i professionisti della sanità ad ogni livello, dai medici alle professioni sanitarie. Confrontarsi con realtà estere, che hanno sistemi di gestione del servizio sanitario completamente diversi dal nostro, ci consente, infatti, di capire se c'è margine di miglioramento. La nostra finalità è offrire un assistenza di qualità in ogni settore e per questo è utile confrontarsi con chi offre assistenza di qualità». Soddisfatti gli ospiti.
«Ringrazio la città e l'ospedale per questa opportunità – ha detto Karen Lucas Breda, docente del college universitario – visto che è la prima volta che vengo in Italia con un gruppo di infermieri professionali. I miei allievi, dell'università di Hartford, a metà tra Boston e Nerw York, sono già tutti infermieri professionisti e stanno facendo un master di specializzazione. Molti di loro, poi, sono infermieri già da molti anni. Per tutti c'è stato un grande desiderio di visitare l'Italia, di conoscere il sistema sanitario italiano e di visitare un ospedale provinciale per fare un paragone tra il nostro sistema, basato sul privato, e quello italiano, per capirne la logica e imparare cose nuove». Per lei un ritorno gradito in Italia.
«Venire in Italia con i miei studenti era per me un grande desiderio. Anni fa ho fatto qui alcune ricerche e spero si possano avviare scambi proficui con Sassuolo, che è rimasta nel mio cuore. La filosofia dell'Emilia Romagna, sia per la sanità sia per cultura, è un modello per gli altri Paesi. Negli States - conclude - abbiamo un sistema poco logico e con gravi lacune, perché tanti restano senza possibilità di assistenza sanitaria e poi gravano comunque sullo Stato».
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