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Confindustria Emilia raccoglie elogi

Confindustria Emilia raccoglie elogi

Il sindaco Muzzarelli e il docente Pini giudicano positivamente la nuova realtà. Cgil e Uil controbattono sul Jobs Act

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La nascita di Confindustria Emilia, determinata dalla fusione delle tre realtà provinciali di Modena, Bologna e Ferrara, è stata siglata lunedì al Forum Monzani con la firma dei tre presidenti Caiumi, Vacchi e Maiarelli. Una fusione che potrebbe diventare a tutti gli effetti operativa nel giro di due o tre anni ma che ha comprensibilmente subito determinato una serie di reazioni di un certo interesse. Dai sindacati Cgil e Uil di Modena, che controbattono agli elogi del presidente Caiumi rivolti al Jobs Act, al sindaco Muzzarelli e al docente di economia Pini, che invece commentano con favore le scelte confindustriali.

«Siamo disponibili ad aprire il confronto sollecitato da Caiumi sulle questioni economiche del nostro territorio e sulle azioni necessarie per rilanciare l'economia - dicono Tania Scacchetti di Cgil e Luigi Tollati di Uil - Tuttavia non possiamo tacere un giudizio molto diverso, e quindi negativo, sui più recenti provvedimenti del governo e la loro utilità. Cgil e Uil hanno espresso e continueranno ad esprimere ogni possibile contrasto alle riforme che Confindustria (e il Governo) vedono come determinanti per rilanciare la crescita e l'occupazione: riforma della pubblica amministrazione, riforma della scuola, il Jobs Act, solo per citare le principali. Le ricette che impoveriscono il lavoro, i suoi diritti e la contrattazione sono proprio quelle che continueranno a lasciarci nella crisi. Non si può accettare che la modernizzazione del Paese sia quella di continuare a comprimere i costi del lavoro, agevolare i licenziamenti e continuare a mettere i lavoratori gli uni contro gli altri: anziani contro giovani, lavoratori con tutele e senza tutele, con articolo18 e senza. Il Jobs Act non sarà un provvedimento utile se il tempo indeterminato sostenuto dagli sgravi è un’assunzione più precaria e con meno tutele, se ci sarà la riduzione degli ammortizzatori senza risorse e investimenti veri sulle politiche attive, se saranno rafforzati i voucher e non saranno abolite le forme di precarietà, se gli sgravi sulle nuove assunzioni non prevedono alcun vincolo di stabilità futura. Non funzionano le ricette che vedono solo nel rafforzamento dell'export l'uscita dalla crisi. Serve far ripartire la domanda interna, far ripartire i consumi, valorizzare e premiare le aziende che scommettono sull’innovazione e la ricerca».

Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli valuta positivamente l’unificazione delle associazioni di Modena, Bologna e Ferrara. «Confindustria Emilia - dice Muzzarelli - rappresenta la volontà di tradurre in uno strumento concreto una visione di area vasta dando vita a un’associazione economica che sarà la principale in Italia per il settore del manifatturiero». Muzzarelli sottolinea anche come «il Comune si sia collocato sull’asse della ripresa e delle riforme: in particolare ci siamo concentrati sul rilancio degli investimenti pubblici, l’innovazione dei servizi, la riorganizzazione della macchina comunale e la promozione della città e del suo territorio, facendo leva innanzitutto sulla concomitanza di Expo 2015». E se dalla relazione di Caiumi «è emerso un giudizio positivo su questo primo anno di amministrazione, abbiamo ben chiaro - dice ancora il sindaco - che questo giudizio ce lo dobbiamo guadagnare e sappiamo che la strada è piena di ostacoli: dal patto di stabilità alle lentezze della burocrazia. Ma qui abbiamo adottato un metodo che ci preme e che sta dando risultati: abbiamo sottoscritto tutti insieme, istituzioni e rappresentanze della società civile, il Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva di Modena e del suo territorio». Per il sindaco significa essersi messi tutti «nell'ottica di una città europea e internazionale, assumere la sfida della competizione globale, da vincere senza tagliare le proprie radici, abbiamo detto che intendiamo fare sistema, che intendiamo lavorare insieme pur nella distinzione dei ruoli, perché l'idea che ognuno possa cavarsela da solo e magari contro tutti è perdente».

Anche Graziano Pini, docente di Economia nell’ateneo modenese e già assessore alle attività economiche di Modena, era presente all’assemblea del Forum Monzani: «Una delle parole d'ordine della riforma istituzionale dell'intero Paese - afferma Pini - e delle nostra realtà territoriale è "aggregazione". Troppe organizzazioni inutili, quando non dannose, troppo frazionismo nelle rappresentanze pubbliche e private richiedono coraggio e decisione di razionalizzazione. La fusione di Confindustria è una notizia positiva e sintomo di lungimiranza e coraggio, lontano dall'attaccamento alle poltrone e al piccolo potere di cortile. È un progetto di razionalità ed efficienza, oltre che di efficacia nei servizi. Le imprese di Confindustria potranno godere di servizi più specialistici e qualificati nelle due direzioni strategiche dello sviluppo, dell'innovazione e della internazionalizzazione. Una base associativa così ampia permetterà qualità maggiori e costi minori nei servizi erogati, quadri più preparati e specializzati, oltre a maggiore capacità di incidere sui fattori di competitività delle imprese. Anche nei confronti della pubblica amministrazione e delle incombenze burocratiche per fare business il peso specifico sarà maggiore e quindi saranno possibili minori sudditanze "politiche" nei rapporti istituzionali».

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