Falso annuncio erotico Franchini: «Adesso basta»
Su un sito d’incontri compare anche la foto della presidente nazionale di Fita/Cna «Un atto intimidatorio che mi colpisce nella mia dignità di donna. Sono stanca»
«Adesso basta, mi sento colpita come persona e nella mia dignità di donna». Sono le prime parole che, ancora choccata, pronuncia Cinzia Franchini, imprenditrice dell’autotrasporto modenese e presidente nazionale della Fita/Cna, dopo l’ennesimo atto intimidatorio. Perché pochi giorni fa ha dovuto subire di vedere la sua faccia - con relativo annuncio, ovviamente falso - su un sito internet di incontri.
Dopo le minacce, quei proiettili che gli sono stati recapitati per “metterla a tacere”, lei che ha il coraggio di dire no alle dinamiche di illegalità che regnano sovrane nel settore “drogato” dalle infiltrazioni mafiose che rappresenta, oggi un nuovo evento, che «mi tocca più di altri – dice con rammarico l’imprenditrice modenese – perché colpisce la mia sfera personale».
L’amara “scoperta” la scorsa settimana, quando ad uno dei dirigenti dell’associazione è arrivata la newsletter del sito d’incontri, dove ha riconosciuto la foto della Franchini su un annuncio dove una certa Cinzia diceva di cercare “uomini, sono stata sempre sfortunata”. L’imbarazzo prima, il rammarico dopo e poi la denuncia immediata alla polizia postale.
Primo atto, già compiuto, è stato quello di oscurare la pagina. Poi l’avvio delle indagini per arrivare presto ad individuare l’autore che dovrà rispondere – questi i reati ipotizzati in casi del genere – di furto d’identità e diffamazione.
«Quando non si ha nulla a cui appellarsi – aggiunge la Franchini – si arriva a ricorrere anche questi mezzi, di facile utilizzo quando il destinatario è una donna. Non ho mai sentito di colleghi maschi che abbiano dovuto subire qualcosa di simile. Hanno toccato la mia sfera privata, quella familiare, questa è la cosa che mi tocca di più. Io mi occupo di rappresentanza d’impresa, il confronto spesso è duro, ma non avrei mai pensato che si arrivasse a tanto. Sono stanca, e con me anche i miei colleghi, che da sempre mi sostengono in questa battaglia per la legalità del settore”.
“La camionista gentile e coraggiosa”, così l’ha definita Don Ciotti, fondatore di Libera, simbolo dell’anti-mafia.
Perché la Franchini sono anni che combatte contro le minacce da parte della criminalità organizzata e la paura che le stesse generano. «Non mi fermo», è il suo mantra. Ma la stanchezza si fa sentire. Il primo atto intimidatorio nel 2012, quando negli uffici di Fita/Cna di Modena è stata recapitata una busta contenente tre proiettili, con una lettera di minacce; una sorta di atto finale dopo settimane di telefonate anonime e manifesti offensivi. Perché la Franchini ha avuto il coraggio di denunciare apertamente le infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno del settore dell’autotrasporto. E non solo, ha denunciato anche gruppi e associazioni di settore che in realtà – ha avuto il coraggio di sostenere – avevano poco a che fare con il settore che lei rappresenta. Un anno dopo un altro proiettile, questa volta nelle stanze del suo legale a Roma. E oggi la diffamazione 2.0.
«Se da un lato questi metodi sono tesi a fiaccare la perseveranza della persona e del ruolo – conclude la Franchini – dall’altro mi confermano che i nostri sforzi stanno andando nella direzione giusta per cercare di liberare il settore dall’inquinamento, sempre più diffuso, dell’illegalità e delle lobbies che l’autotrasporto l’hanno munto».
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