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Finanza, grandi nomi per le nostre imprese

Oggi il convegno di studio Tiezzi e Rtz con Ambienta, Equita e De Rothschild per spiegare gli scenari

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Si tiene oggi a Bologna, presso l’hotel I Portici, una conferenza sul tema “La finanza per la crescita delle aziende familiari e dell’imprenditore”.

Il tema, di grande attualità in un periodo di perdurante crisi di dotazione finanziaria per le imprese del territorio, verrà sviluppato da un team di interlocutori particolarmente qualificati: Ambienta SGR, Equita SIM, Edmond De Rothschild Private Bank e gli studi professionali AT Tiezzi e associati (Bologna) ed RTZ (Modena e Reggio Emilia). È la prima volta che si riuniscono tutti insieme a disposizione delle aziende modenesi.

Il dottor Antonio Tiezzi, fondatore di AT Tiezzi e associati, nel presentare l’incontro, sottolinea come una letteratura ampia e consolidata abbia più volte evidenziato i nessi tra la dotazione di capitale sociale e lo sviluppo economico e finanziario delle imprese: «La finanza è una funzione indispensabile per progetti industriali ma a questi subordinata; essa fornisce materiale di costruzione, ma il progetto spetta all'imprenditore. La dotazione finanziaria ha svolto nel passato - e ancor più a seguito della crisi finanziaria degli ultimi anni - un compito di incentivo per la crescita, consentendo alle imprese a maggiore dotazione di registrare più contenuti aumenti del costo del denaro. Esaminando i risultati delle aziende che hanno potuto ricorrere a strumenti innovativi, sono evidenti i benefici che le imprese hanno potuto ritrarre dalla finanza, laddove questa abbia costituito il giusto supporto per progetti concreti».

Quali ritiene possano essere gli strumenti più adeguati per aiutare le imprese della zona a sviluppare nuove idee e allargare i propri mercati?

«Non esiste una risposta unica per tutte le situazioni; l’apporto della finanza è indubbiamente la risposta che molte delle nostre imprese possono trovare per crescere, ma occorre valutare diversi strumenti per differenti necessità. Si va dal mercato del debito, con la collocazione di bond e minibond, agli strumenti finanziari partecipativi, che consentono soluzioni particolarmente duttili ed elastiche, alle più strutturate operazioni di quotazione in mercati regolamentati nei vari segmenti esistenti».

Si parlerà anche del ritorno alle operazioni di private equity, che hanno caratterizzato il mercato delle imprese prima dell’inizio delle crisi finanziarie?

«Sicuramente il private equity ha rappresentato una soluzione per processi di aggregazione negli anni passati; oggi lo strumento è particolarmente interessante quando valutato in ottica di crescita».

Quale significato può essere attribuito alla partecipazione alla conferenza di due studi professionali di città diverse?

«Come stiamo suggerendo, il cambiamento va affrontato alzando lo sguardo e interpretando i segnali che i mercati e l’economia ci stanno mostrando». (d.b.)

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