Map sgomberati per fare la stazione dei bus
Mirandola. Sloggiate ieri le ultime nove famiglie con minori a carico. «Non volevano andarsene»
MIRANDOLA. Sgomberare delle famiglie con bambini non è certo una banalità. Da una parte il Comune che vuole liberare più in fretta possibile l’area dei map di via 29 maggio, per farne la nuova autostazione e soddisfare il proposito della Regione di far scomparire le baraccopoli costruite dopo il sisma, baraccopoli imbarazzanti per i costi che hanno comportato, le polemiche, l’inadeguatezza energetica degli alloggi, le conseguenti bollette a carico degli assegnatari, la ghettizzazione.
Dall’altra famiglie di disperati che per ridurre i costi della vita sono salite a volte impropriamente sul carro dei terremotati e che hanno provato a resistere oltre ogni diffida in virtù dei minori che compongono quelle stesse famiglie.
«Le nove famiglie ancora presenti in via 29 maggio - spiega una nota del Comune - non avevano accettato le soluzioni alternative proposte dal Comune, sono state fatte uscire dalle abitazioni, non avendo più alcun titolo di rimanere, sulla base delle ordinanze che regolamentano l'uso dei moduli. Lo smantellamento dell’area, iniziato alcuni mesi fa, si era infatti interrotto per permettere agli ultimi residenti di trovare una collocazione in proprio, avendo rifiutato quelle prospettate dal Comune».
Gli ospiti ovviamente non hanno gradito l’arrivo della polizia di stato, dei carabinieri e della polizia municipale, provando a resistere attraverso discussioni e disquisizioni varie. Per alcuni è stata ptoposta una soluzione provvisoria in albergo, pur di indurli ad uscire, prima di immagazzinare altrove tutto il contenuto e sostituire le chiavi. Operazioni che si completeranno oggi, quando alcune delle famiglie si consulteranno con i legali, per poter difendere la loro prospettiva.
Ma, fa sapere l’amministrazione, nelle prossime settimane il Comune «continuerà a smantellare i muduli abitativi provvisori, fino al completo superamento degli stessi, previsto, come da programma, per la fine del 2015».
«Desidero ringraziare - dice il sindaco Maino Benatti - la prefettura di Modena, la polizia di Stato, i carabinieri, la polizia municipale, la Croce Blu di Mirandola, i Servizi sociali, la squadra operai del Comune e tutti coloro che stanno collaborando a questo sgombero, che rappresenta anche un’operazione di equità».
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