Profughi, è braccio di ferro tra i Comuni
«Ognuno deve fare la sua parte». Scontro in Assemblea Legislativa tra Bonaccini e la Lega Nord
«Tutti devono fare la loro parte». È questo il comandamento uscito dagli ultimi consigli provinciali dove i sindaci si sono ritrovati a dover pianificare l’accoglienza per l’arrivo di profughi. In attesa di conoscere dove finiranno i nuovi arrivi, in attesa di un nuovo incontro in Prefettura, tra i sindaci dei vari comuni è chiaro che è iniziato un virtuale braccio di ferro al grido di «equilibrio nell’accoglienza anche sulla base della grandezza dei comuni».
Sulla vicenda profughi è intervenuto anche Stefano Bonaccini: «Di fronte a un’emergenza umanitaria io non accetto il populismo e la demagogia di chi, per un voto in più, fa sparate che sono il contrario di quello che propose da ministro. I tre presidenti - Toti, Maroni e Zaia - rischiano di indebolire non tanto il governo Renzi quanto il paese Italia che giustamente pretende che ci sia un cambio di rotta nelle politiche europee e che tutti i Paesi si facciano carico di una quota di migranti». Così il presidente della Regione Emilia-Romagna che ha commentato le posizioni del presidente della Lombardia, Roberto Maroni sull'accoglienza dei profughi. «Noi - ha detto Bonaccini a margine dei lavori dell'Assemblea legislativa - ci poniamo con la coerenza di chi ha sempre detto che noi non possiamo accogliere tutti. Ed è per questo che il governo Renzi, a differenza di quelli di chi oggi ci vuole dare lezioni, sta lavorando in Europa».
La Lega rincara la dose: «Al momento risultano ospitate in Emilia-Romagna oltre 4.000 persone sbarcate clandestinamente, circa il 5%». Sulla base di questi numeri la Lega chiede alla giunta Bonaccini di seguire il modello Maroni e scoraggiare l'accoglienza «indiscriminata» da parte dei comuni. La richiesta è in una risoluzione presentata in assemblea legislativa da Matteo Rancan. «Alcune regioni - chiarisce Rancan in una nota - hanno risposto negativamente alla richiesta del Ministero, dichiarando la totale o parziale indisponibilità ad accogliere le migliaia di immigrati, dato che le strutture esistenti sono già al collasso mentre i governatori di Lombardia, Veneto e Liguria hanno annunciato di prevedere tagli di trasferimenti di risorse economiche regionali a quei comuni delle loro rispettive regioni che si presteranno a effettuare investimenti per l'accoglienza a ulteriori clandestini reperendo le risorse attraverso la riduzione ed il ridimensionamento dei servizi ai propri cittadini residenti».
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