Roncone: «Province? È nato un progetto senza i contenuti»
«Dagli enti chiarezza, merito e valutazione dei dirigenti La priorità delle donne non è il linguaggio di genere»
Roberta Roncone è salita ulteriormente, nelle ultime settimane, ai vertici della Cisl Emilia Romagna come segretario regionale della funzione pubblica e con la responsabilità diretta anche dei territori di Modena e Reggio Emilia. È in prima linea in queste ore sul riordino delle Province scritto dalla Regione, e non l’ha mandata a dire al presidente Stefano Bonaccini, che ha presentato il progetto prima alla stampa che ai diretti interessati. Il suo sfogo su Facebook ha subito fatto il giro del web: «Bastava un piccolo gesto di rispetto istituzionale dei ruoli. Non c’è una emergenza occupazionale, ma sono anni che dicono a chi lavora in Provincia che non servirà più a nulla».
Si possono tranquillizzare i lavoratori di viale Martiri?
«Non hanno riferimenti, lavorano senza orientamento, da due anni attendono indicazioni. Economicamente i bilanci terranno? Tenuta occupazione e stipendi non sono a rischio, ma c’è un clima di abbandono che va riempito con dei contenuti. E invece i contenuti mancano, è un pasticcio istituzionale che parte da lontano e ora lascia problemi veri sul campo».
Cioè?
«Due in particolare. Il primo è la creazione di queste agenzie, come dice il progetto di legge che andrà in discussione in Assemblea Legislativa, che sono di fatto nuove strutture. Prendiamo il caso dell’ambiente: si uniranno le competenze di chi dà le autorizzazioni, la Provincia, e chi controlla, l’Arpa. Il “chi fa cosa” non è minimamente chiaro e nella pratica rischia di essere un aggravio burocratico per chi dovrà usufruire di questi servizi. Diversa la questione dei Centri per l’Impiego: qui il destino professionale è molto più incerto e cominceremo da qui nell’evidenziare le non risposte della Regione in una trattativa che fino ad oggi è stata molto deludente. Come è difficile, di questi tempi, instaurare rapporti costruttivi con tutti gli enti».
Anche col Comune di Modena?
«Diciamo che ci sono trattative in corso. Vedi l’impiego h24 dei vigili urbani. Non siamo contrari a prescindere, ma ci deve essere un chiaro impiego in termini di sicurezza e non solo di facciata. E che questo venga riconosciuto, con le dovute attenzioni. Come quella di evitare le notti a chi ha già raggiunto una determinata età».
Le discussioni più grosse degli ultimi anni hanno riguardato anche la Fondazione Cresci@mo.
«Basterebbe che il Comune spiegasse chiaramente che cosa ha in mente. Chissà se anche quest’anno ci ritroveremo con due scuole in Fondazione tra luglio e agosto. Il rischio c’è e parlo senza pregiudizi tra pubblico e privato ma con la semplice analisi dei fatti. È un discorso complesso, che riguarda anche il personale».
Come giudica il riordino della macchina comunale presentato dal sindaco nei mesi scorsi?
«Si potrebbero dire molte cose. Mi limito ad una considerazione. La macchina comunale va analizzata ma le domande vanno rivolte dalla parte di chi ne usufruisce. E allora mi chiedo: funzionano i servizi? l’ufficio notifiche è aperto negli orari giusti? Il servizio dell’anagrafe è soddisfacente? I servizi sociali lavorano in sicurezza? Le domande sono tante, mi pare che però nessuno si sia messo dalla parte dei dipendenti. Un discorso a parte meritano i dirigenti».
Prego.
«Sono stanca dei dirigenti che non governano. I dirigenti dovrebbero essere misurati sul merito, e non sul premio dato indistintamente a chiunque. Il premio in funzione di un miglioramento del servizio, questo deve essere l’unico discrimine. Poi c’è tutto l’aspetto che riguarda chi viene definito precario, ma spesso non lo è».
Si spieghi.
«Gli enti locali e sanitari coprono posti vacanti con partite Iva o consulenze. C’è molta demagogia in questo, andiamo a vedere che cosa è davvero tagliabile e che cosa no. Abbiamo chiesto al Comune di Modena quali fossero i dipendenti, diciamo così, a partiva Iva: mi hanno risposto di guardare su internet... Gli chiederei piuttosto se sanno quante donne hanno raggiunto posizioni di rilievo nell’ente, quante hanno problemi perché fare la mamma e lavorare non è sempre facile, come dover accudire un anziano. E pensare a come favorire il lavoro femminile. A questo dovrebbe pensare un Comune».
E invece?
«E invece si dà priorità al linguaggio di genere...».
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