Utero tolto, il perito: fu necessario
Così il consulente del gup sull’intervento postparto che rese sterile una donna
La perdita dell’utero e quindi l’impossibilità di avere altri figli ha spinto la giovane mamma marocchina a denunciare l’intero staff di Ostetricia dell’ospedale di Sassuolo che l’ha seguita. Davanti al gup Paola Losavio ieri mattina sono comparsi dieci imputati: tre medici e ben sette ostetriche. Tutti accusati dalla paziente di colpa medica per questa grave lesione. Ma secondo il perito del giudice, il medico legale reggiano dottor Moreno Lusetti non c’è stata colpa medica: la puerpera, oggi parte offesa, è entrata in sala operatoria quando già aveva avuto un gravissimo problema uterino, prima delle manovre in vista del parto.
Il fatto risale al 29 novembre 2013. La 33enne marocchina residente a Pozza di Maranello era al terzo figlio. Al momento della rottura delle acque, è stata presa in carico dal personale ospedaliero, ma le perdite di sangue erano già copiose. È stata fatta una serie di manovre per favorire il parto ma la situazione era peggiorata. Alla fine, si è deciso per un parto cesareo, fatto in sala operatoria in condizioni drammatiche. Al termine, è nata una bimba. La terza e purtroppo ultima figlia per la donna. Perché subito dopo è stata portata in rianimazione e le stata praticata l’isterectomia. La perdita dell’utero l’ha gettata in uno stato di dolore tale che l’ha spinta a denunciare medici e ostetriche, a suo avviso causa dell’accaduto per una serie di manovre violente. La perizia disposta dal gup ora rimette in discussione tutte le cause. Il fascicolo torna la pm Marco Imperato che dovrà decidere se procedere o chiedere l’archiviazione per i dieci imputati.
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