Decisione storica: il nostro Appennino tra le riserve Unesco
La montagna tosco-emiliana inserita nel network mondiale Il ministro Galletti: «Riconosciuta l’eccellenza naturalistica»
L’Appennino tosco-emiliano patrimonio dell’umanità. Una lieta novità per la montagna modenese che da oggi può pregiarsi di un rinomato titolo. È di due giorni fa, infatti, l’iscrizione dell’Appennino tosco-emiliano nel network mondiale delle riserve Unesco, dopo l’approvazione (all’unanimità) a Parigi, da parte del consiglio internazionale di coordinamento Unesco nell’ambito del programma Uomo e Biosfera.
A darne l’annuncio il ministro dell’Ambiente (anch’esso emiliano, di Bologna) Gian Luca Galletti. «È la prima volta - ha detto il ministro - dopo quarant’anni, che l’Italia ottiene un risultato così importante a livello internazionale in ambito ambientale».
L’Unesco ha iscritto -per la precisione - tre nuovi siti nella lista delle eccellenze naturalistiche (tra le 13 aree italiane): insieme all’Appennino tosco-emiliano, anche il Delta del Po (altro vanto per la regione Emilia Romagna) e il sito Alpi Ledrensi e Judicaria (che si estende dalle Dolomiti del Brenta al Lago di Garda nella provincia di Trento). Il “successo” è arrivato dopo un lungo negoziato, se si considera che le candidature erano state presentate all’Unesco il 30 settembre del 2014.
Il nostro Appennino, dunque, è riconosciuto come esempio emblematico «di sviluppo sostenibile - prosegue il ministro - sapendo offrire al mondo intero l’esemplarità di un percorso di crescita economica e turistica rispettosa dell’ecosistema e della biodiversità. Alla mia gioia di ministro, si unisce la mia gioia di emilia no per il risultato raggiunto dal mio territorio: sono doppiamente felice». Non la pensa troppo diversamente l’assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo. «Siamo orgogliosi - ha commentato appresa la notizia - Si impreziosisce una vasta area di inestimabile valore storico, culturale e ambientale. Un punto di partenza che ci dà la possibilit àdi internazionalizzare il nostro patrimonio ambientale e di promuovere una crescita sostenibile».
Soddisfatti anche i parlamentari modenesi del Movimento 5 Stelle, Michele Dell’Orco e Vittorio Ferraresi. «Abbiamo la fortuna - dicono - di poter godere di queste preziose risorse naturali, ma è necessario anche averne maggiore cura e ora il “bollino” dell’Unesco deve essere uno stimolo in tal senso. Come Movimento 5 Stelle riteniamo che in particolare per favorire lo sviluppo sostenibile e la promozione dell’Appenino possa essere importante anche l’approvazione del disegno di legge del Movimento 5 Stelle sulla valorizzazione dei piccoli comuni montani e marginali che svolgono da sempre anche un importantissimo lavoro di cura del territorio».
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