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Vincenzo Brancatisano, insegnante e scrittore: «Giusto il dibattito sull’apprendimento»

di Vincenzo Brancatisano
Vincenzo Brancatisano, insegnante e scrittore: «Giusto il dibattito sull’apprendimento»

 L’intervento dell'insegnante e scrittore Vincenzo Brancatisano sull'appello dei genitori rivolto agli insegnanti di essere clementi agli scrutini: «Le famiglie chiedono aiuto a giugno ma dovrebbero seminare a ottobre»

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Dalla Buona scuola degli insegnanti, alla scuola buona con gli alunni. Almeno con gli alunni della prima superiore, quelli che ogni anno vengono bocciati in massa nelle nostre scuole. Una strage per evitare la quale il Coordinamento provinciale dei presidenti dei consigli di circolo, di istituto e i comitati genitori di Modena ha lanciato un appello rivolto ai Dirigenti scolastici e ai docenti delle superiori, specie quelli delle classi prime, che abbiamo pubblicato ieri. La richiesta è, riassumendo: non bocciate, non in prima superiore, non dopo la scuola media di primo grado, dove i nostri ragazzi sono stati bravi, media del sette, dell'otto e del nove.

Ma che puntualmente di questi tempi si ritrovano con tre, quattro, cinque materie insufficienti al termine della prima superiore. Ne abbiamo riferito ieri, la notizia è rimbalzata a livello nazionale, ne è seguito un dibattito, accesissimo anche sul nostro sito, dove sono intervenuti alcuni genitori, che però si sono dissociati dalla “strana” richiesta. Anche il presidente del Consiglio di un Istituto s'è dissociato: questa lettera non mi rappresenta. «Sono genitore, questi però non mi rappresentano, fatevi un esame di coscienza», scrive un altro lettore. In realtà, sarebbe ingeneroso liquidare l'appello perché esso ha il merito di aver avviato un dibattito sugli studenti e sulla qualità degli apprendimenti mentre il dibattito pubblico sulla scuola, aperto dal progetto di Riforma di Renzi, è tutto incentrato sugli insegnanti, sulla loro carriera, sul ruolo del preside.

Il Coordinamento denuncia che nella scuola italiana “il momento più arduo e complesso è il passaggio dalle medie alle superiori”. Qualcosa non va. Ma cosa? Le risposte sono tante. Innanzitutto, l'innalzamento dell'obbligo scolastico, che nel passato si fermava alla terza media, ha (per fortuna) portato a scuola un numero elevato di studenti che un tempo preferivano avviarsi verso un mestiere.

Così accade che studenti con poche attitudini per lo studio, con scarsa motivazione, con il desiderio di fare altro, non trovino nella scuola la risposta ai propri desideri. I docenti ce la mettono tutta, la scuola fa più del dovuto e ottiene risultati anche straordinari. Si pensi al miracolo che ogni anno si compie nelle nostre aule con migliaia di ragazzi stranieri che appena pochi mesi dopo il loro arrivo in Italia sanno già capire e parlare decentemente la nostra lingua grazie all'addestramento linguistico condotto da docenti di italiano cui dovrebbe andare un Nobel, dacché solo uno o due anni dopo molti di loro riescono a eccellere in quasi tutte le materie.

Se anche i nostri figli avessero la motivazione dei neoarrivati le bocciature sarebbero assai limitate. Le famiglie chiedono aiuto a giugno, ma dovrebbero seminare a ottobre. Poiché se è spasmodica la propria attenzione verso i figli nell'età della scuola primaria, spesso perdono il controllo dei medesimi nell'età dell'adolescenza, non rendendosi conto che non si impara se non si studia (spesso mai) a casa. I genitori hanno ragione sul divario tra le valutazioni tra media e superiore. Si tratta spesso di supervalutazioni che non fanno che disorientare alunni e famiglie.

 

 

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