Modena, rischia il processo una necrofora che "vendeva" i funerali alle Camere Ardenti all'ospedale di Baggiovara
Finisce davanti al giudice delle indagini preliminari di Modena il caso di una ex necrofora delle Camere ardenti all'ospedale di Baggiovara accusata di prendere mazzette per favorire le onoranze funebri "amiche" facendo avvicinare i parenti ancora sconvolti dal lutto e anche per accelerare le pratiche di vestizione dei defunti
MODENA. L'ex addetta necrofora delle camere ardenti dell'ospedale di Baggiovara, una cinquantene residente a Modena, intascava mazzette sia per favorire agenzie di onoranze funebri "amiche" sia per svolgere la vestizione del defunto, una pratica che invece doveva fare senza far pagare nulla; se non si pagava, la salma "aspettava". Sono queste le accuse mosse dalla Procura contro la dipendente dell'Ausl che tra il 2009 e il 2010 avrebbe avvicinato i parenti dei defunti e poi li avrebbe indirizzati verso alcune agenzie che, trovandosi nei paraggi delle Camere ardenti, si proponevano in un momento di massima fragilità psicologica a causa del lutto appena subito, ai parenti incapaci di reagire.
Ma non tutti ci sono cascati e qualcuno ha iniziato a segnalare i fatti a una sua dirgente dell'Ausl che ha raccolto un dossier di casi. A questo dossier si sono aggiunte le denunce di un titolare di agenzia funebre, poi confluito nella Cofim (che ora si costituisce parte civile).
Un altro oggetto di lamentele e segnalazioni riguardava la vestizione delle salme, incarico specifico della necrofora ora imputata. Per fare questa operazione lei chiedeva denaro e se le agenzie si rifiutavano faceva ostruzionismo adducendo scuse come lo smarrimento o i ritardi della compilazione delle pratiche burocratiche, la non corretta preparazione della salma e persino la sparizione delle viti delle bare. Infine, la dirigente ricordava la testimonianza di un operaio che aveva assistito alla spartizione di denaro illegale tra necrofori; ha anche raccontato che quando si sono accorti della sua presenza, questi avevano provato a offrirgli dei soldi che però ha rifiutato.
Per la necrofora - spostata a lavorare altrove - la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per tentata concussione e per molestie. Il caso è arrivato davanti al gup che dovrà decidere.
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