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Agitazione della Municipale Smeraldi: «Solo illazioni»

di Marco Pederzoli
Agitazione della Municipale Smeraldi: «Solo illazioni»

VIGNOLA. Proseguono le dichiarazioni sulla questione dell’agitazione del Corpo Unico di polizia municipale dell’Unione, dopo che ieri Federico Coratella, coordinatore per il sindacato dei vigili...

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VIGNOLA. Proseguono le dichiarazioni sulla questione dell’agitazione del Corpo Unico di polizia municipale dell’Unione, dopo che ieri Federico Coratella, coordinatore per il sindacato dei vigili Diccap Sulpl, aveva annunciato di avere inviato una lettera a Questura, Prefettura e Ministero dell’Interno per chiedere chiarimenti sul fatto dei carabinieri in pensione dell’Anc chiamati a fare viabilità durante “Vignola è tempo di ciliegie”, causa lo sciopero dei vigili urbani.

Il presidente dell’Unione e sindaco di Vignola, Mauro Smeraldi, non ha mancato di replicare. «Smentisco - ha detto il primo cittadini - con forza le dichiarazioni contenute nella missiva inviata dal rappresentante del sindacato Diccap Sulpl. Con questa dichiarazione, aggiungiamo le falsità ad uno scontro già sopra le righe. Gli ex carabinieri volontari si sono prestati ad essere di supporto allo sforzo straordinario che carabinieri e guardia di finanza hanno messo in campo per garantire la sicurezza pubblica domenica scorsa durante la manifestazione “Vignola è Tempo di Ciliegie”. Essi hanno operato sotto la loro direzione e alla loro compresenza».

Parla di illazioni Smeraldi «secondo cui - aggiunge - avrebbero compiuto azioni al di fuori dei loro poteri ci risultano del tutto infondate e strumentali. Le stesse foto fatte pervenire a supposta prova del fatto, non provano niente e mostrano un carabiniere in congedo attraversare la strada e un altro sostare al limite della carreggiata. Una cosa che troviamo del tutto inaccettabile è voler colpire gli ex carabinieri che, come volontari, si sono resi disponibili ad essere di supporto non solo in questa occasione. Con loro, infatti, siamo al lavoro da tempo perché abbiano un ruolo all’interno delle politiche per la sicurezza sul territorio. Queste accuse mirano ad incrinare un rapporto in costruzione e rendono ora più difficile progettare questo percorso, proprio perché questi volontari, per operare con serenità all’interno di un quadro di competenze distinte e specifiche, avrebbero bisogno innanzi tutto della fiducia e dello spirito di collaborazione di chi invece ha nella sicurezza il proprio mestiere».

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