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Fiera dell’Economia Montana: inaugurazione con Bonaccini

Fiera dell’Economia Montana: inaugurazione con Bonaccini

PAVULLO. Inaugurazione particolarmente sentita ieri a Pavullo per la XIX Fiera dell'Economia Montana. Ha voluto esserci anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini, di ritorno da Milano,...

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PAVULLO. Inaugurazione particolarmente sentita ieri a Pavullo per la XIX Fiera dell'Economia Montana. Ha voluto esserci anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini, di ritorno da Milano, insieme al vicepresidente della Provincia Maria Costi, il presidente della Camera di Commercio Maurizio Torreggiani e ovviamente quello dell'Unione dei Comuni Romano Canovi, che ha fatto gli onori di casa. In apertura, l'assessore al Commercio Katia Salsi ha ricordato a un anno dalla scomparsa la figura di Antonio Parenti, ringraziando poi la fitta schiera di autorità (dalla Regione anche i consiglieri Luciana Serri, Giuseppe Boschini e Luca Sabattini) e sottolineando l'importanza di un appuntamento che, partito nel 1983, a differenza di altre fiere “ha mantenuto un percorso di crescita che ha portato oggi ad avere 200 espositori”. “Questa è una grande occasione per far vedere cosa siamo in grado di produrre” ha sottolineato Bonaccini, richiamando lo sblocco da parte dell'Ue di 2,5 miliardi destinati alla Regione di cui 1,2 dedicati all'agricoltura e alla montagna. «Tornerò presto per l'inaugurazione della nuova Tac all'ospedale – ha assicurato – che non chiude come qualcuno dice, ma diventa più bello e funzionale». Quindi la parola a Torreggiani, per lo specifico del lato commercio: «Negli ultimi quattro anni – ha rimarcato - a Pavullo abbiamo registrato un + 10,7% di giovani imprese, contro una media provinciale dell'8%. Quelle femminili sono cresciute del 20,4%, nel resto ci si è fermati al 18. Sono dati che indicano quanto il territorio sia speciale: ci vuole coraggio a organizzare una fiera per le vie del paese, e la si fa perché tutti possiate essere orgogliosi di ciò che qui si produce». «È una fiera che dà speranza e fiducia – ha chiosato Canovi – e che vede in cibo e ambiente un viatico alla ripresa in Appennino. L'auspicio è che contribuisca a fare capire a tutti quanto il Frignano abbia bisogno di parlare con una voce sola per continuare a crescere».

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