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Fiumalbo può sorridere: riapre l’hotel Appennino

di Daniele Montanari
Fiumalbo può sorridere: riapre l’hotel Appennino

Il gestore Bagatti: «Operativi da domani perché il paese non può restare senza una struttura, ma se non c’è accordo col demanio a settembre chiudo»

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FIUMALBO. Riaprirà domani l'Hotel Appennino, riportando un tassello fondamentale nella Fiumalbo che si appresta a vivere la sua lunga estate turistica. Il gestore Massimo Bagatti, pur non avendo ancora risolto la querelle col demanio, riattiverà comunque la struttura in quella che a tutti gli effetti è un'ultima chance: «Io adesso apro per dare un servizio al paese – sottolinea – ma se a settembre non si è trovata ancora una soluzione getto la spugna definitivamente». E questo non significherebbe altro che abbandono e tracollo della struttura. Il caso risale ormai a due anni e mezzo fa, quando l'area su cui sorge l'albergo è passata da proprietà demaniale indisponibile a bene dello Stato. Cosa che ha fatto schizzare il canone di concessione a una cifra da capogiro: dai 2.500 euro di prima, al gestore ne sono stati chiesti di colpo 104mila. Importo fuori portata per qualunque operatore nel nostro Appennino, che ha portato a numerosi tentativi di mediazione (il caso è arrivato anche in Parlamento) e un ultimo summit a Roma nel febbraio scorso che ha visto riuniti attorno a un tavolo vertici dell'agenzia, gestore e sindaco Mirto Campi con riscontri giudicati molto positivi. Ma a distanza di quattro mesi manca ancora la formalità di un accordo che metta fine all'odissea con l'unica soluzione praticabile: l'acquisto da parte di Bagatti del terreno su cui è sorta la struttura. Non dell'immobile in sé perché quello l'ha costruito pietra su pietra la famiglia Bagatti dal 1936, e sarebbe paradossale. In attesa di questo approdo, Fiumalbo tira comunque un sospiro di sollievo con la ripartenza, nel periodo clou dell'anno, dell'unico hotel del paese, che rappresenta un fondamentale fulcro di vita, come si è visto anche a Natale col “buco vuoto” legato alla prima forzata chiusura che lasciò orfano il centro. «Riapro senza feste – osserva Bagatti – perché resto sempre nell'incertezza. Ma non voglio un'estate senza hotel per il centro, considerato tutto l'indotto che vi ruota attorno». E poi ci sono anche i risvolti occupazionali legati alle 6-7 persone del posto che ritrovano impiego. Certo sarà una ripartenza difficile: «Di prenotazioni per adesso ne ho meno del solito – spiega – perché dopo lo stop di Natale molti clienti pensano che sia ancora tutto fermo. Ma alcuni affezionati si sono già fatti sentire e spero che la notizia del ritorno si sparga in fretta». Avendo lasciato il riscaldamento acceso durante l'inverno, particolarmente rigido da queste parti, l'hotel si è presentato alla riapertura ancora in ordine, ed è tornato ad essere pienamente operativo. Sperando che la scommessa non sia vana.

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