La prima volta a Modena di don Erio Castellucci, da nuovo arcivescovo: «Sento il vostro affetto»
L’incontro del futuro pastore della diocesi di Modena e Nonantola con sacerdoti e fedeli alla “Due giorni” al Centro Famiglia Nazareth. La stretta di mano con il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli. Il passaggio da Forlì a Modena: "Una decisione sofferta, ero molto legato al mio ruolo di parroco e insegnante"
MODENA. Camicia a maniche corte, volto sorridente e un po’ sorpreso, uno stile sobrio che Modena comincerà presto a conoscere. Così si presenta mons. Erio Castellucci al Centro Famiglia di Nazareth. È la sua prima uscita pubblica nella diocesi di cui è appena stato eletto vescovo. All’apertura della “Due giorni pastorale”, appuntamento che ha raccolto al Centro Famiglia di Nazareth operatori diocesani e fedeli per riflettere sul tema della misericordia, molto dell’interesse e della curiosità era concentrata su di lui, che per la prima volta ha dovuto togliere l’abito del parroco per indossare quello del vescovo. All’incontro ha avuto modo di incontrare il sindaco Gian Carlo Muzzarelli al quale ha stretto la mano.
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Parla ancora di Forlì come della “sua” diocesi e ha scelto di portarsi un po’ di Forlì sotto la Ghirlandina, con la famiglia che ha assistito sua madre fino alla scomparsa e che ha accettato di seguirlo a Modena. Un passaggio non facile, quello da Forlì a Modena, come non facile è stato accettare di smettere di fare il parroco per diventare vescovo, come ammette: «All’inizio non ho accolto bene la nomina, perché mi trovavo bene nel ruolo di parroco e di insegnante. La realtà che mi era più congeniale era quella dell’incontro personale. Ho passato giorni difficili, poi mi hanno messo davanti all’obbedienza. Inoltre quando ho sentito che si trattava di Modena, la diocesi da dove viene il nostro vescovo (monsignor Lino Pizzi, ndr), ho accettato, cercando di affidarmi. C’è già stata un’accoglienza incredibile, tra messaggi, lettere, mail, telegrammi e mi è stata espressa molta disponibilità. Già qualche problema mi è stato presentato, mi aspetto collaborazione e franchezza nell’affrontare le questioni, e pazienza nei miei confronti. Mi hanno parlato di Modena come una comunità vivace e collaborativa, fatta di tanti volti. Spero che ci troveremo bene».
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Dopo le prime parole di ringraziamento per l’amministratore diocesano mons. Giacomo Morandi, il nuovo pastore della chiesa di Modena-Nonantola ha aperto i lavori della “Due giorni” salutando la sua nuova comunità: «Ho già sentito un grande abbraccio da parte vostra – ha esordito mons. Castellucci – e c’è stata un’ondata di disponibilità e simpatia che mi ha travolto. Ci sono anche diverse richieste, a cui spero di dare risposta, anche se in parallelo dovrò continuare a fare il parroco a Forlì, finché il vescovo Lino, che voi bene conoscete, non deciderà di darmi un successore. Sul tema della misericordia, su cui si concentreranno gli incontri di questa “Due giorni” – ha aggiunto – voglio dire che siamo chiamati a invocarla prima su noi stessi: chi si sente destinatario di misericordia, lo sarà in modo maggiore e giusto verso i fratelli». Le prossime due tappe del percorso che porteranno mons. Castellucci alla guida della chiesa modenese saranno in settembre: il 12 alle 16.30 nella cattedrale di Forlì sarà consacrato vescovo, il 13 il suo ingresso a Modena.
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