Milano: lirica e tortellini per il ristorante Luciano Pavarotti a due passi dalla Scala
Come la casa di Big Luciano era sempre aperta agli amici, così il Pavarotti Milano Restaurant Museum lo sarà per i milanesi e per i visitatori di Expo. Aperto da ieri a Milano il grande spazio di piazza Duomo 21, che unisce lirica a buona cucina.
MILANO. Lirica e tortellini, come sarebbe piaciuto a lui: sono questi gli ingredienti del Pavarotti Milano Restaurant Museum, aperto da Pavarotti International 23 e Seven Stars Galleria in occasione dI Expo. Lo spazio museale dedicato al maestro dell'opera si trova in piazza Duomo 21, a fianco dei camminamenti della Galleria Vittorio Emanuele II.
Nei suoi 600 mq tappezzati di foto, cimeli, copertine e dediche a 'big Luciano' anche un'area dedicata alla musica dal vivo, dove si esibiranno i giovani talenti cresciuti all'interno della Fondazione intitolata al tenore di Modena.
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Il risto-museo si propone di essere - ha spiegato Nicoletta Mantovani - «un momento di ricordo di Luciano», non solo come artista ma come uomo, a partire dalla sua grande passione per la cucina. «Luciano era un grandissimo cuoco - ha ricordato Mantovani - amava la pasta, soprattutto quella ripiena, come i tortellini e i tortelloni, e le tagliatelle al ragù».
Saranno proprio questi i piatti forti del ristorante, che avrà un menù base da 15 euro (antipasto di salumi, un primo e un bicchiere di vino), per essere accessibile a tutti, come avrebbe voluto l'artista. Ad allestire e ideare lo spazio lo stesso team che era già con il Maestro: «siamo rimasti la famiglia di Luciano, siamo uniti nel tentativo di interpretare i suoi sogni e non è facile - ha raccontato Nicoletta - quando una persona non c'è più. Cerchiamo di farlo senza esagerare, come lui avrebbe apprezzato, tenendo i piedi per terra». Il risto-museo è anche un veicolo di promozione della presenza della regione Emilia Romagna a Expo, tanto che questa mattina, alla sua presentazione, c'erano sia il Presidente Stefano Bonaccini sia il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli.
«Era un dovere essere qui - ha detto Bonaccini - l'Emilia Romagna ha puntato tantissimo su Expo e ci interessa tutto ciò che promuove la Regione, siamo conosciuti per tante eccellenze e una figura come Pavarotti è davvero eccezionale».
A Modena, poi, ha ricordato il sindaco Muzzarelli, è appena stata inaugurata la casa museo di Pavarotti. Sempre a Modena, città natale dell'artista, c'è il ristorante aperto da Pavarotti, Europa 92, cui si ispira l'allestimento dello spazio milanese: travi e mattoncini a vista, per ricordare il legame del tenore con la sua terra. A testimoniare la sua carriera non solo le foto con i grandi del mondo e le dediche di amici come Bono vox («Some can sing opera - si legge sul muro della sala della musica - Luciano was an opera»), ma anche la vicinanza alla Scala, «che tanto ha significato nella sua carriera di tenore».
Mantovani inizialmente ha presentato lo spazio come temporaneo, legato a Expo, spiegando di voler andare avanti «passo dopo passo» ma Alessandro Rosso ha chiarito subito che «questa è la residenza milanese di Pavarotti ed è un posto che resterà: non credo che altri tenori possano superarlo e nessuno quindi potrà spodestarlo»
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