Sisma.12 entra in Regione con proteste e proposte
Quaranta cittadini della Bassa, alcuni dei quali hanno raccontato le loro storie personali alle prese con la burocrazia e le incongruenze dell’assistenza ai terremotati. Poi una proposta, presentata...
Quaranta cittadini della Bassa, alcuni dei quali hanno raccontato le loro storie personali alle prese con la burocrazia e le incongruenze dell’assistenza ai terremotati. Poi una proposta, presentata per abbattere alcuni degli ostacoli della burocrazia e per rimettere equità e tempi meno rigidi nel provvedimento che a decorrere dal 1 luglio stroncherà gli aiuti agli sfollati, i cosiddetti “Cas”. È un po’ questo il senso della giornata trascorsa a Bologna dalla delegazione di Sisma.12, che è entrata nel palazzo perchè la consigliera del M5S Giulia Gibertoni si è presa la responsabilità di aprirgli una stanza, invitando la presidente della commissione Territorio e Ambiente a presenziare. Alla fine si sono presentati il consigloiere della Lega Nord Petazzoni e il consigliere del Pd Poli. Del Governo regionale non si è visto nessuno. D’altra parte Sisma.12 aveva deciso di recarsi autonomamente a Bologna proprio perchè non era stata accolta la richiesta di incontro, mentre l’assessore Costi ha replicato che Sisma.12 aveva in passato declinato un invito e dopo le polemiche ha aggiunto che incontrerà Sisma.12 il prossimo 17 giugno a San Felice, dalle 8.30 alle 10.30.
Intanto, Giulia Gibertoni ha chiesto all’esito dell’incontro una «audizione informativa urgente all'interno della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità all'interno della quale si possa instaurare un autentico momento di confronto con le popolazioni colpite dal terremoto. Credo che dare la possibilità a questi cittadini di esporre l'enorme disagio su un provvedimento così impattante sia il minimo che si possa fare - spiega l'esponente del M5S riferendosi all’ordinanza sui Cas - Per questo ho chiesto immediatamente che la Commissione competente sulla ricostruzione fissi già giovedì 18 un'audizione urgente per discutere formalmente con la Giunta, ed eventualmente anche i sindaci, le conseguenze dell'ordinanza. Credo, e voglio sperare, che la maggioranza Pd non voglia negare a questi cittadini, che oggi hanno dimostrato ancora una volta il loro grande senso civico manifestando il loro dissenso in modo assolutamente civile, il diritto ad essere ascoltati».
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