Bruno: «Pizzolato per ora resti in Italia»
Già a partire da lunedì prossimo, Henrique Pizzolato, il banchiere italo-brasiliano coinvolto nella “tangentopoli brasiliana” e attualmente recluso nel carcere di Modena, potrebbe essere estradato...
Già a partire da lunedì prossimo, Henrique Pizzolato, il banchiere italo-brasiliano coinvolto nella “tangentopoli brasiliana” e attualmente recluso nel carcere di Modena, potrebbe essere estradato nel suo Paese di origine, nonostante il Consiglio di Stato non si sia ancora pronunciato sul ricorso presentato contro l'ordinanza del Tar del Lazio che ha rigettato la richiesta di sospensiva del decreto di estradizione.
Sul caso interviene Desi Bruno, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale: «È evidente che se ciò avvenisse si profilerebbe una violazione del diritto di difesa e della possibilità di adire l’autorità giudiziaria competente per far accertare la ritenuta illegittimità del decreto di estradizione- spiega Bruno- la preoccupazione resta legata al rischio che il rientro in Brasile possa esporre Pizzolato a un concreto pericolo di trattamenti disumani e degradanti fino al rischio di morte in quanto il sistema penitenziario brasiliano è internazionalmente riconosciuto e censurato per essere caratterizzato da inaccettabili violazioni dei diritti umani ed essere privo delle condizioni minime di sicurezza e assistenza». Anche se, aggiunge la Garante, «risulta che il Governo brasiliano abbia dato rassicurazioni nel senso di fornire un congruo trattamento penitenziario, rispettoso dei diritti umani fondamentali".
Secondo la garante Desi Bruno «l’auspicio è che quantomeno possa essere garantito a Pizzolato di restare in Italia, senza che sia data esecuzione all’estradizione verso il Brasile, sino a quando non siano stati esperiti tutti i rimedi giurisdizionali, interni e sovranazionali, potendosi profilare, in caso contrario, un pregiudizio grave e irreparabile».
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