Gazzetta di Modena

Modena

I commissari “antimafia” in Comune

I commissari “antimafia” in Comune

Il prefetto manda per tre mesi la commissione che dovrà verificare appalti ed esposti. Ferioli: «Spero finiscano le illazioni»

3 MINUTI DI LETTURA





FINALE. A febbraio, durante la seduta della Commissione Antimafia, l’ipotesi dell’invio di una Commissione d’Accesso in Comune non era stata smentita dal prefetto. E a distanza di quattro mesi, su delega del ministro dell’Interno, Michele Di Bari ha disposto l’arrivo degli ispettori in municipio per “compiere accertamenti ed approfondimenti mirati allo scopo di verificare se emergono forme di infiltrazioni o di condizionamento di tipo mafioso o similare, che determinò, o abbiano determinato, un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli Organi elettivi ed amministrativi e che compromettano, o abbiano compromesso, il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione comunale”.

I tre commissari - il viceprefetto vicario di Ravenna, Antonio Giannelli, il maggiore dei carabinieri di Modena, Carmelo Rustico e il tenente colonnello delle Fiamme Gialle di Modena, Giuseppe Micelli - resteranno in carica almeno tre mesi con la possibilità di proroga di altri 90 giorni.

La decisione - la prima che Modena e la sua provincia ricordi - è legata all’inchiesta Aemilia, che portò in carcere il capoufficio Lavori Pubblici, Giulio Gerrini, accusato di abuso d’ufficio continuato. Negli atti sono citati anche il sindaco Fernando Ferioli e l’assessore Angelo d’Aiello, che non risultano indagati, mentre vengono usate le dichiarazioni rese ai carabinieri da un paio di dipendenti del Comune oltre alle segnalazioni dei consiglieri di opposizione, Maurizio Boetti e Maurizio Poletti. E non si esclude che i loro esposti alla procura di Modena, all’Autorità Anticorruzione e alla Corte dei Conti abbiano contribuito alla scelta del prefetto.

I tre commissari partiranno dall’analisi di tutti gli appalti curati da Gerrini, che lo portarono ad avere rapporti con la famiglia Bianchini di San Felice. I commissari sono arrivati in municipio ieri mattina, hanno parlato con il segretario comunale, Natalia Magaldi e l’ufficio Lavori Pubblici a cui dovranno chiedere la documentazione necessaria nei prossimi mesi.

«Si è insediata - scrive il sindaco Ferioli - la Commissione prefettizia per il controllo degli atti amministrativi dopo le note vicende legate all’indagine Aemilia sulle infiltrazioni mafiose e ai numerosissimi esposti delle nostra minoranza sulle presunte irregolarità perpetrate nel Comune. Considerando che nessun amministratore né cittadino finalese, dopo tre anni di indagine e di intercettazioni, è stato indagato e considerando le problematiche legate alla ricostruzione, sarà un ulteriore rallentamento della macchina amministrativa ma daremo pieno sostegno e appoggio alla Commissione, augurandoci che il lavoro di questi professionisti possa mettere a breve la parola fine a tutte le illazioni, gli esposti e le invenzioni ripetute centinaia di volte in questi anni. Ricordo solo che vi è stato un sisma su queste terre e che tutti noi abbiamo sempre operato per cercare di uscire dalle macerie e dal caos. Lo ricordo a chi userà questa notizia come ennesimo atto di attacco politico, infangando il buon lavoro fatto dai più. Attendiamo fiduciosi la fine del lavori della Commissione». (fd)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google