Modena, in ospedale a Baggiovara spunta un paziente misterioso
Arrivato a bordo di un'ambulanza albanese che poi è sparita. L'uomo è stato scaricato al pronto soccorso: è paraplegico in seguito ad una sparatoria ora si trova in cura nell'ospedale di Modena
MODENA. Giovane, albanese, paraplegico dopo un recente conflitto a fuoco: è arrivato in ambulanza dal suo Paese con tanto di medico a bordo, è approdato al pronto soccorso dell’ospedale di Baggiovara e ora è da circa un mese ricoverato nel reparto di chirurgia riabilitativa. In attesa, pare, di essere trasferito in un centro specializzato, quello di Montecatone, per le cure necessarie al suo caso. Davvero un caso, e pure singolare, quello di questo straniero che è attualmente senza permesso di soggiorno e che è stato accolto nelle strutture sanitarie modenesi: suscita evidenti perplessità e parecchi interrogativi. Ma veniamo ai fatti. La vicenda inizia, come detto, circa un mese fa: alle “porte” del pronto soccorso di Baggiovara bussa un’ambulanza. Viene dall’Albania. All’interno c’è un medico albanese e un giovane, sui trent’anni, immobilizzato dalla vita in giù.
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LEGALMENTE SAREBBE UN CLANDESTINO? Il medico presenta la situazione al personale di Baggiovara: in sostanza riferisce che il giovane era stato tempo fa ferito durante un conflitto a fuoco e che, colpito da un proiettile all’altezza del bacino, era rimasto con le gambe paralizzate. Dice dunque che è un paraplegico ma che non tutto sarebbe perduto, necessiterebbe però di cure specialistiche, di un centro specializzato che si occupi di lui. In Italia tutto questo esiste, in Albania non ce n’è l’ombra.
E perché proprio Modena, come meta per questa “accoglienza” sanitaria? Perché il giovane, ha riferito, avrebbe qualche parente in zona che ha appositamente consigliato l’ospedale modenese. Immaginiamo dunque che il caso (probabilmente è la prima volta che accade in città), sia stato valutato e ai piani alti dell’Ausl si sia discusso sia subito che nei giorni successivi all’arrivo dell’ospite albanese. Fatto sta che questo giovane albanese, a tutti gli effetti un clandestino, è ricoverato presso il reparto di chirurgia riabilitativa da circa un mese. E ora si sta valutando anche il suo trasferimento in un centro specializzato in quel tipo di cure che lui necessita, pare quello che si trova a Montecatone.
LA RICHIESTA D'AIUTO A UN AVVOCATO. Non solo, ora il giovane si è rivolto ad un avvocato per ottenere un permesso di soggiorno, un pass ufficiale per regolarizzare la sua posizione in Italia. Perplessità, si diceva. Innanzitutto come ha fatto a varcare la frontiera l’ambulanza? Cosa è stato raccontato ai doganieri, quali permessi, se per caso fossero stati concessi, hanno ottenuto per passare? Il giovane, come ha riferito il medico che lo accompagnava, è rimasto paralizzato a causa di un proiettile che lo ha colpito durante una sparatoria. Ma in quali circostanze? Aveva preso parte attiva alla sparatoria rimanendone poi vittima oppure è rimasto ferito accidentalmente. Era o meno coinvolto dunque nell’avvenimento? Sono fattori che sicuramente saranno stati presi in considerazione dall’Ausl che ha accolto nella struttura di Baggiovara il nuovo ospite. Ma a quali condizioni? E se esistono, quali sarebbero? In casi speciali ci sono protocolli, vengono presi in precedenza contatti, si fanno ricerche, considerazioni e poi si ufficializza e pure si pubblicizza ricovero e relativo intervento specialistico. Non sembra proprio essere il caso di questo misterioso albanese.
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