Strada dei Sapori, bordate di Smeraldi sui pesanti debiti
VIGNOLA. “Se è vero quanto dichiarato dall’ex sindaco di Zola Predosa Giancarlo Borsari alla stampa bolognese, è mia opinione che l’ex sindaco di Vignola Adani e l’attuale presidente della Regione...
VIGNOLA. “Se è vero quanto dichiarato dall’ex sindaco di Zola Predosa Giancarlo Borsari alla stampa bolognese, è mia opinione che l’ex sindaco di Vignola Adani e l’attuale presidente della Regione Bonaccini non avrebbero dovuto garantire, a nome dei Comuni modenesi associati, il salvataggio dell’associazione Strada dei Vini e dei Sapori. Dal 1999 ad oggi l’associazione è costata in termini di fondi pubblici 1,3 milioni di euro. Una follia». Così il sindaco di Vignola, Mauro Smeraldi, getta altra benzina sul fuoco all’indomani dell’ufficializzazione dell’uscita dalla “Strada” da parte di Vignola, Castelvetro, Castelnuovo, Spilamberto e Marano.
«In questi giorni - prosegue Smeraldi - abbiamo avuto ulteriori conferme dalle parole di Borsari; per ripianare gli enormi debiti contratti dalla Strada fu deciso, a metà degli Anni Duemila, presso la Federazione degli allora Ds di Bologna, che ogni Comune associato avrebbe dovuto fare la sua parte. Anche i Comuni modenesi, naturalmente, erano coinvolti, e in quel contesto Adani e Bonaccini praticamente garantirono per il nostro versante. Nonostante questo piano di risanamento, il debito è continuato comunque ad aumentare. Oggi è di circa 800 mila euro. Peraltro, mi chiedo come possano continuare a restare soci in tale realtà Cna, Lapam, Confcommercio e Confesercenti. Non mi spiego pure l’atteggiamento della banca Bper, che si è esposta pesantemente».
Sulla “Strada”, anche la Lega Nord ha presentato un’interrogazione in Regione. Dall’altra parte, l’ex sindaco Roberto Adani replica: «Mi incontrai più volte con l’ex sindaco Zola poiché il mio assessore (Carla Franchini, ndr) si era dimesso dal cda della Strada in polemica con tutti gli altri per la poca trasparenza. Io, unico Comune a farlo, non votai il bilancio della Strada e minacciai l’uscita di Vignola. Zola mi chiese di restare, a condizione che la Strada adottasse un piano di risanamento, cosa che poi fece. Se c’è uno che ha criticato e mai chiesto un soldo alla Strada, questo dunque sono io e il mio Comune. Presso l’allora banca Crv andai solo a chiedere di cercare di fare ripianare il debito agli amministratori della Strada. Mai ho garantito per altri Comuni”. (m.ped.)
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