Aimag, caccia a nuovi soci: servono soldi per crescere
Pronto il documento che sollecita potenziali partner a manifestare interesse Hera in “pole position” ma non si esclude l’ingresso di fondi d’investimento
Chi dà perscontato il destino di Aimag (inglobata in Hera), deve aspettare un’altra puntata prima di scrivere la parola fine su questa vicenda. In ballo non ci sono solo soldi e potere di chi gioca questa partita, ma anche costi e qualità del servizio che la multiutility dà ai cittadini del territorio.
È infatti ormai ufficiale il documento grazie al quale il gruppo Aimag (di cui anche Carpi è socio, oltre ad altri 20 Comuni delle provincie di Modena e Mantova), invita potenziali partner a manifestare il proprio interesse a entrare nella società di servizi ambientali presieduta da Mirco Arletti. I Comuni soci di Aimag insomma intendono effettuare un’indagine di mercato volta a verificare l’interesse ad una operazione di partnership della multiutility con altre società che, «comunque assicurando il controllo pubblico del gruppo, - si legge nel documento - consenta di perseguire, mediante una crescita industriale di medio lungo periodo, le seguenti finalità: un incremento del valore per i soci; un miglioramento della qualità, efficienza ed economicità dei servizi per gli utenti; il mantenimento di un forte presidio sul territorio servito; la salvaguardia dei livelli occupazionali e la valorizzazione delle competenze tecniche e manageriali presenti nel gruppo Aimag». A qualcuno degli addetti ai lavori è venuto il sospetto che si tratti solo di un’operazione di facciata visto che Hera, già socio minoritario di Aimag, sembrerebbe già pronta ad aumentare le proprie quote nell’azienda presieduta da Arletti. Ma in effetti potrebbe anche non essere così. Non si esclude che un fondo d’investimento, con un 5% garantito di ritorno, potrebbe mettere risorse importanti in Aimag.
Discorso più complicato se ad entrare fosse un concorrente di Hera nel settore. Il “governo” di Aimag a quel punto potrebbe essere più difficile con ripercussioni negative sulle bollette inviate ai cittadini. Resta il fatto che questa procedura, manifestazione d’interesse poi bando, sono necessarie per far si che Aimag si apra ulteriormente a capitali esterni. E i tempi sono alquanto stretti visto che nel maggio 2016 vanno rinnovati i consigli sia di Hera, sia di Aimag. In meno di un anno, duque, si saprà quale direzione prenderà la “nostra “Aimag. Certo, si ricorderà che c’era anche la cordata “Piacere”, guidata dall’imprenditore Piacentini, tra i presunti interessati a una partnership con la multiutility carpigiana. Ma fino ad ora da quel potenziale socio pare che di cifre non ne siano state fatte. Discorso diverso per Hera che può contare su buone linee di credito bancario: 20-30 milioni di euro per entrare in Aimag non sarebbero un problema.
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