Colombini, da 30 anni custodi della nostra storia
Elis e Patrizia ripercorrono la storia della loro avventura con la casa editrice «Iniziammo con la guida completa di Modena e non ci siamo più fermati»
L'editore modenese Colombini, un sodalizio composto da Elis Colombini e dalla moglie Patrizia Belloi, ha festeggiato i 30 anni di attività in piazza Matteotti offrendo a prezzo "stracciato" il suo pezzo forte tra i 200 titoli pubblicati. La poderosa Guida di Modena, o per meglio dire il "Manuale per l'uso storico e artistico della città utile al modenese e al viaggiatore" che è stato utile a due generazioni di studiosi e appassionati: contiene ogni segreto storico e sorpresa della città della Ghirlandina. «La prima idea - spiega Elis Colombini - l'abbiamo maturata nel 1986-87 quando Patrizia che lavorava in un ufficio statale si licenziò e io le chiesi di pensare a una guida della città. Iniziammo allora a raccogliere le guide già scritte, a partire da quella di uno scrittore della corte d'Inghilterra che nel '600 venne mandato qui visto che il re doveva sposare una estense, la poi nota Mary of England. Ai primi anni '90 la situazione sul fronte documentario era piuttosto ferma e allora decidemmo di realizzare la guida seguendo la numerazione delle case immaginata dagli Este più per motivi di tassazione che umanitari: anche oggi nella pubblicazione si parte dall'edificio numero 1, il Palazzo Ducale, per arrivare al numero 1872, una casa in vicolo Frassone. La Guida è stata un successo e nella seconda edizione abbiamo aggiunto informazioni relative ai personaggi che hanno vissuto nei vari edifici». Entri nella abitazione-casa editrice dei Colombini, sui viali ai limiti del centro storico, e ti pare di entrare quasi in un museo. In un ampio salotto c'è una collezione di maschere africane, poco lontano una grandiosa libreria ospita un centinaio di edizioni antiche de La Secchia rapita di Alessandro Tassoni. «Io e mia moglie - continua Elis, 58 anni diplomato al Venturi e in gioventù volontario dei vigili del fuoco - abbiamo la passione per la ricerca e i libri ed è per questo che in questi trent'anni abbiamo dato vita a numerose altre collane: quelle a cui teniamo di più sono i titoli dei principali monumenti rivolti in particolare ai bambini, oltre alla guida al Romanico in provincia e soprattutto quella relativa alla poesia. Pochissimi, anche per motivi economici, pubblicano la poesia: noi ci teniamo e di recente abbiamo raccolto l'opera di maestri come l'ultimo pubblicato, "Adriano Malavasi. Poesia e quel che rimane" e in precedenza gli altri dedicati a Vincenzo Policarpo, Guido Cavani e Franco Gollini. Ora abbiamo anche realizzato, dopo intense ricerche, l'albero genealogico degli editori modenesi frutto del 'Saggio di una Bibliografia di Modena' giunta alla quarta edizione, mentre in precedenza ci siamo dedicati ai numerosi cinema e teatri che c'erano in centro». Il duo Colombini-Belloi sono tra gli editori longevi della città. Ma com'è nata questa particolare azienda culturale-commerciale? «Nasciamo appunto nel 1985 - termina Elis Colombini - dalla passione: io facevo il grafico pubblicitario e ricordo che chiesi al librario della Muratori Franco Rossi, un grande uomo che da poco è scomparso, di poter fare il commesso da loro. Poi per anni, anche per la mia passione per i poeti del Gruppo 63, componevo dei testi di poesia visiva decontestualizzando le scritte della pubblicità. Avevo un caro collega, Tonino Arletti, che faceva collage e divenne l'oggetto del primo libro che pubblicammo». Ma vale ancora la pena di fare l’editore oggi? «E' dura, soprattutto per noi piccoli editori che non possiamo affrontare l'esoso costo della distribuzione in tutte le librerie».
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