L’urlo delle opposizioni: «Dimissioni»
Finale. Poletti: «Ben vengano i commissari antimafia, la giunta se ne vada e i cittadini si mobilitino»
FINALE. Lunedì inizieranno a lavorare in municipio, analizzando documentazione, controllando gli appalti e verificando la correttezza degli atti. Si prospettano tre mesi intensi per i commissari prefettizi, inviati in Comune per verificare anche soltanto il rischio di infiltrazioni malavitose o di condizionamenti nel lavoro quotidiano degli uffici. In parallelo l’amministrazione potrà continuare a governare, ma è ormai dato per scontato che vi saranno rallentamenti: non dovuti all’azione ispettiva, bensì per la maniacale attenzione che ogni dipendente riporrà nel lavoro, timoroso però di sbagliare.
Ma presto, in municipio, potrebbe entrare anche Maurizio Poletti, che insieme al collega Boetti (Lega Nord) ha firmato decine di denunce ed esposti contro l’amministrazione in cui segnalavano “violazioni”.
«Non so se i commissari vorranno sentirmi - dice il capo dell’opposizione in consiglio - ma se ne avranno la necessità e l’interesse io sono a completa disposizione. Quello che più mi preme è evidenziare come la nostra continua azione di controllo e verifica abbia alla fine fatto emergere gli errori di questa amministrazione. Dice bene il deputato Ferraresi: il sindaco non ha mai controllato e i risultati sono evidenti. Anche nell’operazione Aemilia si parla di omesso controllo, aspettiamo i processi, ma la responsabilità politica e morale di questa giunta è chiara, palese ed evidente. Ecco perché invochiamo le dimissioni: Finale è il primo paese del Modenese in cui si insedia una commissione d’accesso per verificare eventuali infiltrazioni della malavita organizzata. L’amministrazione ci ha esposto ad un’onta indicibile e ora deve avere la dignità di andarsene. Invito i cittadini a mobilitarsi, a fare pressione sul sindaco affinché si dimetta e lasci posto ad un commissario e non vedo nessuna incompatibilità tra gli ispettori prefettizi ed un commissario amministrativo, che invece sarebbe l’unica certezza per riportare trasparenza nel Comune».
Durissimo anche Stefano Lugli di Rifondazione Comunista: «Mentre la Prefettura invia una commissione d’accesso in Comune, il sindaco Ferioli sostiene che la mafia non c’è, che l’ispezione rallenterà la ricostruzione e che se siamo in questa situazione è solo colpa della malasorte. Parole che dimostrano una volta di più l’approssimazione con cui gestisce l’amministrazione e l’inadeguatezza di giunta e maggioranza a ricoprire il ruolo di governo. Il sindaco continua a fuggire dalle sue responsabilità, come se l’ispezione antimafia non fosse la conseguenza degli errori, delle inadempienze e delle responsabilità politiche di una giunta e di una maggioranza che ha sempre fornito risposte liquidatorie a tutti coloro - opposizioni e dipendenti del Comune - che da anni segnalavano le anomalie nella macchina della ricostruzione».
Sul fronte Pd, invece, va registrato l’assordante silenzio del “partitone”, che altrove invece avrebbe difeso con le unghie il proprio sindaco, seppur espressione di una lista civica. Dopo il senatore Vaccari, parla solo il capogruppo in consiglio, Andrea Ratti, attraverso un post sui social. «Massima disponibilità di collaborazione da parte del gruppo consigliare del Pd alla Commissione d'accesso inviata dal Prefetto. Rinnoviamo la nostra fiducia al sindaco Fernando Ferioli e alla sua Giunta. Auspichiamo venga fatta chiarezza sui fatti accaduti in modo che si possa ristabilire un clima più sereno quanto prima possibile». (fd)
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