Rito vudù e incendio doloso: coppia rischia di morire soffocata a Modena Est
Due anziani dormivano quando la casa è stata invasa dal fumo. Poco prima avevano scoperto strani altari con alcol e candele L'episodio è avvenuta in via Bentivoglio a Modena Est. Sull'episodio una denuncia e le indagini dei carabinieri
MODENA. Vudù, santeria, cantonblè, rituali d’amore e una famiglia, una coppia di anziani che rischia di morire soffocata dal fumo o peggio ancora bruciata nel sonno per un incendio appiccato con dolo. E tutto questo in una strada chiusa, con belle ville con giardino, in quella zona della città, Modena est passata agli onori delle cronache per furti e rapine violente. Ma cosa c’entra la magia nera con l’incendio doloso e una tragedia evitata solo per puro caso?
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Partiamo dalle fiamme e dal fumo. Via Bentivoglio, la prima grande villa con giardino che si incontra sulla sinistra, notte tra venerdì e sabato, poco dopo l’una. Valter Regoti, anziano padrone di casa racconta: «Io e mia moglie stavamo dormendo, era da poco passata l’una. Ho iniziato a tossire, avevo la gola che mi bruciava, facevo fatica a respirare. Mi sono alzato e, aprendo gli occhi, ho visto tutto scuro, tutto annebbiato. Ho pensato di stare accusando un malore poi mi son reso conto che invece era fumo. Veniva dalla sala. Ho provato ad aprire una serranda, ma era tutto bloccato, praticamente fuso. Sono corso fuori, in giardino, così come ero, in mutande e ho visto la parete avvolta dalle fiamme. Erano alte, c’era un grande fumo. Fortuna ha voluto che proprio a qualche metro ho una fontanina e un tubo di gomma che uso per annaffiare. Allora ho iniziato ad aprire l’acqua al massimo e piano piano ho calmato le fiamme. I pompieri li avevo chiamati, subito non mi hanno risposto, ma poi ho fatto tutto io».
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«Qualcuno - spiega l’anziano- deve aver scavalcato al recinzione ed è venuto apposta ad incendiare la catasta di legna che è qui, sotto alla finestra. Dalla strada fra l’altro non si vede perché è coperta da siepi e cespugli. Un incendio doloso e su questo concordano anche le forze dell’ordine». Tanta paura, danni considerevoli ma, almeno, il pericolo è stato scongiurato. E la magia? La parola passa al figlio Riccardo Regoti che, assieme al vicinato, spiega come da un anno all’angolo della strada si svolgano dei riti magici. Cinque in un anno. All’incrocio di via Bentivoglio con il viale alberato, ai piedi di una pianta, ieri mattina c’erano ancora le tracce dello strano rituale. Quattro rose rosse, due candele, due bottiglie di liquore (grappa), e diciannove sigarette, messe il fila orizzontale e lasciate bruciare sino al filtro. Questa apparecchiata, come detto, è apparsa cinque volte, due ai piedi dell’albero sul lato sinistro, due volte sul alto destro e poi anche di fronte, dal lato opposto.
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Ma la correlazione? Ecco l’ipotesi. «Giovedì sera - spiega Riccardo Regoti - nel giardino della villa dei miei avevamo fatto la festa di fine anno scolastico coi bimbi e i genitori. Siamo stati assieme tutta la sera e poi verso la mezzanotte gli invitati hanno iniziato a rientrare. Abbiamo iniziato un po’ a mettere a posto, sono sceso in strada per gettare via qualcosa quando ho visto, ai piedi dell’albero all’incrocio una strana luce. Era un “altare” con le bottiglie, le candele e le sigarette che fumavano. Per evitare che dalla fiamma delle candele potesse, visto il secco, partire un incendio, le ho spente. E poi, una volta in giardino, ho sgomberato tavolini e quant’altro proprio nella zona della finestra con la catasta di legno. L’altra notte non ho notato nessuno, ma c’erano tante auto parcheggiate. Guarda caso, la notte dopo, quasi alla stessa ora dello spegnimento delle candele, qualcuno ha dato fuoco alla catasta...».
Ovvero il rito magico, propiziatorio all’amore o a qualsiasi altro fine, era stato colpevolmente interrotto, vanificandone così l’esito. E così chi aveva sbagliato doveva pagare.... Intanto, nel mondo reale, è stata presentata denuncia contro ignoti per incendio doloso.
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