Soffitte come case, sono arrivati gli sfratti
Immobiliare ricavò alloggi con sanatoria edilizia poi bocciata dai giudici, uscite tre famiglie su dieci
Obbligato dalla sentenza del Tar, il Comune ha emesso un’ordinanza di sfratto per dieci famiglie di nigeriani che abitano al nono piano di un grande condominio di via Pisacane 13. Tre gruppi hanno già traslocato in un’altra sistemazione, per gli altri è iniziata una difficile vertenza con i servizi sociali perchè le soffitte del mega condominio di via Pisacane 13 erano gli unici alloggi alla portata delle loro tasche.
A mettere a frutto quei monolocali di 20 metri, gelidi d’inverno e roventi d’estate, sotto il tetto, sono stati i titolari dell’Immobiliare Le Scale che si fanno pagare 300 euro al mese. «Abbiamo un regolare contratto d’affitto registrato - dicono nel loro stentato italiano i residenti - La residenza registrata all’anagrafe e i permessi di soggiorno e di lavoro sono collegati a via Pisacane. Finora andava tutto bene e nessuno voleva mandarci via di qui; e adesso?»
In un caso sono arrivati a vivere in cinque in quattordici metri quadrati, in un’unica stanza che fa da cucina e soggiorno sino a notte, quando diventa camera da letto. Per loro, come per tutti gli altri, mezzo metro dopo la porta il soffitto inizia a scendere da meno di due metri a mezzo metro; la soffitta si trasforma in mansarda, con gli oblò verso il cielo al posto delle finestre. I capifamiglia, sino a una decina di anni fa, avevano un posto come facchini, operai, in giro per la città o la provincia. I più privilegiati avevano la moglie addetta per qualche ora nel settore delle pulizie. Per tutti i 300 euro tutto compreso erano un punto di partenza per mantenere famiglia e figli a scuola.
Ma come si è arrivati a questo punto? «Con la legge per gli abusivi del 1985 - spiegano i residenti del palazzo che hanno impiegato quasi trent’anni per ottenere giustizia - l’immobiliare proprietaria delle soffitte chiese al Comune di Modena il condono per il cambio d’uso dei locali».
Pratica accolta e subito contestata dal condominio.
La maggioranza dei residenti cominciò un’azione giudiziaria millimetrica cominciando a impugnare le delibere condominiali e andando dai giudici per contestare ogni privileggio accordato all’Immobiliare Le Scale, contestando la dubbia generosità del Comune nel offrire sempre una via d’uscita a chi aveva trasformato soffitte invivibili in microalloggi da affittare. Fino al 2014 il Comune ha appoggiato giuridicamente la società l’immobiliare, poi l’anno scorso, alla fine dell’iter e sotto pressione di leggi inequivocabili oltre che dei pronunciamenti dei giudici, ha revocato l’abitabilità. Ed è stata la società immobiliare ad andare al Tar che ha dato loro torto su tutta la linea. Di più: ha imposto a fine marzo l’immediato sgombero, che ora comincia a essere attuato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
