I 75 anni di Francesco Guccini: «Come cantautore io ho chiuso»
il cantautore modenese Guccini spiega di aver appeso la chitarra al chiodo e di aver iniziato una fase nuova della sua vita artistica: mi piace scrivere, a Natale un libro di racconti montanari
«Come cantautore - confessa Francesco Guccini - ho chiuso. Perché, probabilmente, ho detto tutto». Così Francesco Guccini, cantautore modenese nel corso della lunga intervista concessa alla Gazzetta di Modena per il settimanale "eMOtion" alla vigilia del suo 75esimo compleanno, che cade il 14 giugno
Degli strumenti di lavoro, la chitarra pare sia destinata a restare appesa al chiodo. «Agli inizi, scrivevo, avevo gli spunti e l'ispirazione anche per sessanta canzoni al giorno . Alla fine, stentavo a comporre. Anche la chitarra l'ho abbandonata. Non ascolto neanche più musica. Raffaella (la moglie) mi ha regalato un modernissimo impianto. Non l'ho mai sentito. Mai utilizzato».
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La penna, invece, quella no, Francesco Guccini non l’abbandona: «Mi piace scrivere. Con Loriano Macchiavelli, con cui ho già scritto, sette "gialli". In parallelo, mi piace scrivere da solo. Per il Natale 2015, pubblico, sempre da "Mondadori" una nuova raccolta di racconti: il titolo può essere "Tra un matrimonio e un funerale per non parlare del gatto" .
Sono dieci racconti montanari , di gente dell'Appennino. Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, c'è un matrimonio del 1948 con la sposa che (come usava allora) va a piedi per chilometri per andare da casa sua alla chiesa. Altri chilometri, i parenti e gli invitati percorrevano, a piedi, per andare a mangiare prima alla casa della sposa, poi in quella dello sposo , che si chiamava Vittoriano detto Nanni. È un altro libro in cui sto curando in modo particolare la ricchezza della lingua italiana, con anche riferimenti al dialetto . Ho dedicato anni di ricerche e studi sul dialetto come lingua viva . Mi sono anche divertito a scrivere un "Dizionario del dialetto di Pavana".
Ben sapendo che, oggi, un vocabolario dialettale, ha il solo scopo di fermare il tempo in qualcosa che ormai non si usa più. Ora, tutti parlano italiano. Il dialetto è destinato a scomparire in quanto non ha più una sua funzione, ma non è che l'italiano stia meglio. In televisione, ad esempio, non si usano più i congiuntivi e vengono erroneamente tradotte in inglese anche parole latine (media è pronunciato midia) o greche (nike si ronuncia naik) . Il dialetto sopravvive in molte comunità montanare, con affinità e differenze. Ad esempio il dialetto pavanese è simile a quello di Pievepelago. Tra Pievepelago e Fiumalbo ci sono le stesse differenze che tra Pavana e Taviano , che distano solo due km». (r.a.)
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