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Critiche e interrogazione per le mense scolastiche

Critiche e interrogazione per le mense scolastiche

Il servizio gestito da Cir food nel mirino del consigliere Gino Venturelli del Pd che pone quesiti al Consiglio comunale: «Tutti i numeri devono essere chiariti»

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Qualità in peggioramento nelle mense scolastiche, nonostante tariffe giornaliere per gli studenti che arrivano fino a 6,5 euro e a un servizio coperto per il 76 per cento dalle famiglie. La lamentela, che è stata di fatto tradotta in un’interrogazione in Consiglio, arriva dal consigliere del Partito democratico Gino Venturelli che si è fatto carico delle proteste di diversi genitori, interrogando l'amministrazione sia per sapere i numeri reali del servizio sia per chiedere eventuali chiarimenti con Cir food, la cooperativa che gestisce il servizio a Sassuolo.

Non si può qui non ricordare come la Cir food sia arrivata a occuparsi della mensa scolastica per materne e primarie sassolesi. Circa cinque anni fa infatti il bando di gara per la gestione e per la costruzione del nuovo Centro pasti era stato assegnato a un'altra ditta, la Markas di Bolzano.

La Cir fece ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato, vincendolo. Il tribunale ha annullato l'assegnazione decisa dal Comune al termine del bando e ha imposto o il risarcimento agli sconfitti o il loro subentro nella fornitura. Scelta la seconda ipotesi, dopo oltre un anno di trattative, a fine 2014 Cir food rientrava a Sassuolo per farsi carico dei pasti degli alunni sassolesi.

Ma le cose non sono andate benissimo a quanto pare, al punto che «a detta di molti genitori e alunni – commenta l'interrogazione - il servizio in questi ultimi mesi è peggiorato e comunque non si è mai raggiunta la qualità garantita dalla precedente ditta».

Meglio con la Markas scelta dall'amministrazione precedente quindi, sostiene l'interrogazione di un consigliere Pd. Una posizione che inevitabilmente potrà fare rumore, anche perchè il servizio mensa è fra i più onerosi per tutti, famiglie e Comune: il costo annuo della refezione scolastica infatti è di 1 milione e 546mila euro, dei quali 360mila a carico del Comune.

«Viste le cifre è quanto mai essenziale - ha spiegato il consigliere - garantire un livello del servizio adeguato, controllato e sicuro. La richiesta quindi è per chiarimenti su tutti i numeri: quanti alunni usufruiscono del servizio; quanti godono di riduzioni di costi (le agevolazioni portano la retta giornaliera fino a 3,36 euro al minimo); quali controlli vengono svolti sulla qualità dei pasti; se ci sono controlli a campione o a sorpresa; se sono state avanzate lamentele alla Cirfood e se ci sono iniziative per migliorare la qualità dei pasti; quanti plessi copre il servizio e come vengono comunicati alle famiglie i menù. Le risposte a un'interrogazione che interesserà indistintamente maggioranza e opposizione nel prossimo consiglio comunale: si riparlerà quindi di centro pasti, dopo che nella scorsa legislatura furono una ventina circa i documenti dedicati a questo tema.

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