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Vudù, residenti di Modena Est esasperati: «Ora sbarriamo la strada»

di Stefano Totaro
Vudù, residenti di Modena Est esasperati: «Ora sbarriamo la strada»

L’idea: «Compriamo  via Bentivoglio qui a Modena Est, il tratto diventa privato e collochiamo la cancellata» Iniziative di solidarietà con la coppia che ha rischiato di morire nell’incendio

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MODENA. «Siamo pronti a comprarci la strada, a trasformala così in una via privata. Metteremo un cancello automatico: entreranno ed usciranno solo i residenti. Dopo quest’ultimo episodio abbiamo raggiunto e superato il limite».

Via Bentivoglio, piccola laterale di viale della Resistenza nell’area di Modena est che si trova vicina al parco col laghetto: atti vandalici, gomme tagliate, l’ondata nei furti in casa e nei garage che non ha risparmiato il quartiere e ora anche gli incendi dolosi e i rituali vudù ai lati dell’incrocio. I residenti si ribellano. «Qui a Modena est piove sul bagnato - dice un residente - ma adesso sotto all’acquazzone ci siamo noi. Non ci stiamo a rimanere passivi di fronte a quello che è accaduto l’altra notte. È un fatto grave e come quartiere ci stiamo adoperando per organizzare una manifestazione di solidarietà, per dimostrare concretamente di essere vicini alla famiglia Regoti».

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Come abbiamo ricordato Valter Regoti e la moglie, una coppia anziana, l’altra notte hanno rischiato il soffocamento da fumo a causa di un incendio doloso appiccato ad una catasta di legno collocata in giardino, proprio nei pressi di una finestra dell’abitazione. Fiamme e fumo hanno attaccato subito al parete e solo per un caso l’anziano, che stava dormendo, si è svegliato, ha reagito ed è anche riuscito, grazie alla pompa èper annaffiare il giardino, a limitare i danni del rogo. Un incendio doloso, denunciato ai carabinieri, così come la presenza all’incrocio di via Bentivoglio di un altare creato da qualche seguace di vudù, di magia nera oppure bianca. La notte prima dell’incendio qualcuno aveva “apparecchiato” l’aiuola attigua ad un albero con il necessaire per il rituale: due candele accese, due bottiglie di liquore, quattro rose rosse, diciannove sigarette accese collocata in orizzontale, una di fianco all’altra.

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Quella notte il figlio di Valter Regoti aveva tenuto nella villa dei genitori la classica festa di fine anno scolastico e, sul tardi, andando a portare via la spazzatura, si era accorto di quelle candele accese e dello strano armamentario di contorno. L’uomo spense le candele per evitare il rischio di un incendio. Col senno del poi, hanno considerato in tanti, quell’atto è stato una specie di sgarro: l’uomo aveva interrotto il rituale. E da qui, la notte successiva, è partita la spedizione punitiva. È una ipotesi, certo. ma intento, nel denunciare il rogo doloso ai carabinieri, la famiglia Regoti ha chiesto lumi sulla presenza di quegli altari, apparsi cinque volte all’incrocio nell’arco di circa un anno. Si indagherà e verranno effettuati controlli. Intanto c’è indignazione: «Nell’ultimo periodo - spiegano i residenti in zona - abbiamo avuto più volte gli pneumatici forati alle auto lasciate in strada, le nostre cancellate sono state imbrattate da vernice spray più volte, troviamo resti di bivacchi, escrementi.

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E si sa che la zona verde del laghetto è terra di nessuno, che c’è spaccio. Faremo intanto dei “controlli di vicinato”, ovvero tam tam su strane presenze, controlli dalle finestre di casa per poi raccontare tutto alle forze dell’ordine. Ma non sappiamo se possa bastare. Probabilmente, e cui riferiamo ai riti magici, c’è una banda di giovani fanatici oppure anche persone più grandi. Non c’è da stare sereni se poi ti vanno a bruciare in cortile. La proposta di chiudere, di sbarrare la strada con un cancello, di trasformala in privata, è certo una provocazione, ma vedremo se sarà possibile farla davvero diventare una realtà».

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