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A chi ha dormito in tenda: «Sisma, restituite i soldi»

di Rino Filippin
A chi ha dormito in tenda: «Sisma, restituite i soldi»

Su ordine della Regione il Comune ha dato il via alle verifiche dei beneficiari Il caso di un pensionato: «Il palazzo era agibile ma l’appartamento distrutto»

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«Siamo pertanto a chiedere al signor Farinelli Maurizio di restituire la somma di euro 266,66 entro e non oltre 20 giorni dal ricevimento della presente, in caso contrario si procederà al recupero coattivo dell’importo sopra indicato». Non è un tono che si poteva attendere una vittima del terremoto che per lunghi mesi ha vissuto in tenda. E infatti il destinatario della lettera del Comune, 62 anni, ex camionista con una pensione d’invalidità per dolori alla schiena, si è molto risentito e ha deciso di protestare pubblicamente rivolgendosi alla Gazzetta.

La rabbia del carpigiano nasce dal fatto che dopo avere ricevuto, “senza chiederlo” sottolinea, un contributo per l’autonoma sistemazione pari a 419, 35 euro, adesso se lo vede parzialmente togliere. Perchè? «Nella lettera che mi è stata inviata e che mi hanno detto arriverà a tantissimi altri carpigiani - spiega Maurizio Farinelli - il Comune scrive che il palazzo in cui abito risulta agibile dal 21 giugno, quindi dovrei restituire la quota residua calcolata dal municipio. Il punto però è che sarà forse vero che il palazzo non ha subito danni alla struttura, ma il mio appartamento era molto malandato, con crepe sui muri e tutte le piastrelle del bagno cadute. Ho dovuto chiamare un muratore e pagarlo, come dimostrano le fatture, e sono potuto rientrare a casa solo a fine ottobre dopo tanti mesi passati in una mia tenda nell’area della Polisportiva Pietri. Non credo di meritarmi un trattamento così, con una lettera - conclude il pensionato - dai toni francamente eccessivi piena di sottolineature in nero..., neanche fossi un debitore abituale. Mi hanno fatto davvero arrabbiare. Pagherò? Vedremo...».

L’assessore Daniela Depietri, contattata sul caso, commenta così, non il caso, ma l’iniziativa di scrivere a un certo numero di carpigiani vittime del terremoto: «I contributi - spiega - all’epoca furono erogati dalla Regione ed è oggi la stessa Regione che ci chiede di fare verifiche al fine di recuperare somme che potrebbero essere state ingiustamente assegnate. Al di là del singolo caso che non conosco - continua - ritengo che il principio sia corretto. In quei giorni non si è pensato di analizzare caso per caso: sarebbe occorso troppo tempo e i momenti erano, come noto, molto difficili. Adesso però fare un po’ di chiarezza è moralmente corretto. Recentemente, tra l’altro, il regolamento in materia è stato modificato. Adesso chi sceglie l’autonoma sistemazione deve dimostrare la spesa effettuata. Mi spiace dirlo ma quei giorni hanno visto anche casi di persone ospitate da amici e parenti che hanno ugualmente incassato i contributi della Regione. Qualcuno con quei soldi ha fatto anche acquisti che nulla hanno a che fare con i problemi indotti dal sisma». E costoro dovranno restituire soldi alla Regione? «No, non è previsto».

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