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«Il centro trasfusionale non si sposti a Bologna»

«Il centro trasfusionale non si sposti a Bologna»

Il Piano Regionale del Sangue, deliberato nel 2011, ha previsto l'accorpamento dei centri trasfusionali e la chiusura dell'Officina sangue di Modena con il trasferimento delle attività di esami e...

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Il Piano Regionale del Sangue, deliberato nel 2011, ha previsto l'accorpamento dei centri trasfusionali e la chiusura dell'Officina sangue di Modena con il trasferimento delle attività di esami e lavorazione delle sacche a Bologna.

Il quadro dalla situazione attuale: il centro Modenese è stato valutato tra i più efficienti su scala nazionale da parte del Ministero della Salute e vanta una rete di donatori capace di garantire l'autosufficienza al territorio e la cessione delle eccedenze ad altri territori regionali, assicurando anche un ritorno economico al Policlinico di Modena.

«Quella che viene proposta come una scelta per effettuare economie di scala presenta però a nostro parere - spiega la Cgil - parecchi punti critici per il territorio modenese».

Che attacca: «Partiamo da quello economico: accentrare la lavorazione del sangue a Bologna significa appesantire comunque i costi di trasporto, mentre i fattori di maggior sfruttamento degli impianti di lavorazione delle sacche si limitano a poche migliaia di euro. Se guardiamo, invece, la ricaduta sulla disponibilità di sangue per i nosocomi modenesi è lecito ipotizzare un irrigidimento delle procedure e una accresciuta difficoltà nella gestione delle scorte che verranno gestite in un luogo distante e con minore conoscenza delle peculiarità del territorio modenese. Da non sottovalutare, inoltre, la ricaduta sulla motivazione dei donatori che sono fortemente radicati al territorio e che potrebbe causare un calo delle donazioni. Da ultimo come organizzazione sindacale non possiamo trascurare l'impatto sui lavoratori (6 tecnici e 2 biologi) che attualmente gestiscono il servizio e che hanno dimostrato competenza e motivazione e che vedrebbero svalutato l'importante lavoro che hanno contribuito a svolgere in questi anni con importanti risultati».

Il sindacato non ci sta: « La proposta che come Fp Cgil vorremmo lanciare è quindi di riaprire questa discussione attraverso un tavolo di confronto che possa valutare anche soluzioni alternative».

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