Lo swing di Modena mantiene giovani
Parola di Oreste Peri, 74 anni, fondatore della band Mutina Swing orchestra che racconta come è nata la band modenese caratterizzata da un sound speciale e molto apprezzato durante le loro performance dal vivo
MODENA. La musica non ha età, entra dentro magari sin da giovani e non ti lascia. La puoi solo ascoltare o suonarla. Ma c'è sempre e resta lì, ti accompagna in tutti i momenti della tua vita. Un esempio di questa regola è la Mutina Swing Orchestra, un gruppo che suona swing, musica sudamericana e rhythm'n'blues, nato dieci anni fa grazie all'Università per la Terza Età di Modena.
Il fondatore della band è Oreste Peri, 74 anni, che suona basso e saxofono. Oreste, meglio conosciuto come Tino, ci racconta come è nato il gruppo, con un entusiasmo che un ventenne se lo sogna: «Ho suonato per una vita nelle orchestre di liscio nelle balere, ma ho sempre avuto la passione per altri generi; amavo fare arrangiamenti di brani classici di swing. Quando ci siamo incontrati con gli altri membri del gruppo, abbiamo subito condiviso gli stessi gusti musicali e le stesse passioni e ci siamo subito trovati in sintonia nel suonare insieme, cosa non scontata. Quindi abbiamo deciso di cominciare questa bella avventura».
Il gruppo, oltre che da Oreste Peri, è composto da Claudio Consoli, sax tenore e soprano (di lui dice Oreste: «Siamo come il gatto e la volpe, lui è il PR del gruppo»); Luigi Ambrosano, tromba e flicorno; Giorgio Lodesani, batteria; Ferdinando Venturi, sax alto e baritono; Giacomo Carpenito, tastiera e voce.
A parte Giacomo che con i suoi 40 anni è il giovanissimo del gruppo, gli altri sono over 60 che non perdono occasione per trovarsi a suonare e fare concerti: «Ci siamo già esibiti in vari locali, spazi e parchi pubblici di Modena e provincia. E siamo sempre disponibili per feste ed iniziative. Le scalette non sono mai fisse, ma vengono sempre scritte volta per volta tutti insieme per concerti che in media durano un paio d'ore. Il momento che amiamo meno è senz'altro quello del montaggio, che io chiamo “momento del facchinaggio artistico”. Devo dire che suoniamo davvero per il piacere di suonare, non siamo agitati o nervosi quando ci esibiamo; ci divertiamo e pensiamo solo a fare il meglio possibile. Il nostro pubblico è molto vario, anche se ovviamente si tratta sempre di persone che amano il nostro genere, che non è sicuramente il più pop di tutti».
«L'unico problema che abbiamo - racconta ancora Tino - è che ultimamente per vari impegni non riusciamo più a trovarci tanto per suonare come prima. Vorremmo avere sempre più occasioni per farlo. Anche perché la musica rende giovani». E dopo averlo detto, scoppia in una risata così fresca e cristallina che non lascia dubbi sulla verità della sua teoria.
Ma quando ha deciso di dedicarsi alla musica e di suonare? «È stato talmente tanto tempo fa che non me lo ricordo neanche più. Da giovanissimo comunque. Pensi che quando ho deciso di sposarmi con la mia attuale moglie nel momento in cui le ho fatto la proposta le ho detto “L'unica cosa che non devi fare mai è chiedermi di scegliere tra te e la musica, perché ho proprio paura che perderesti”». E lo dice in un modo così vero e naturale che c'è proprio da credergli. Come c'è da dire che la moglie è stata proprio brava a mantenere l'impegno, perché ci tiene a puntualizzare Tino con orgoglio: «Siamo sposati ormai da 50 anni"».
Ho avuto la fortuna di conoscere due membri del gruppo: Oreste e Claudio. E hanno un entusiasmo, una energia nel parlare del gruppo, la Mutina Swing Orchestra, che non vedo l'ora di andarli a sentire e vedere in concerto.
Sono diverse quest'estate le esibizioni in programma a Modena. Per avere informazioni e per consultare il calendario basta visitare il sito www.utemodena.it.
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