Teatri Ert, tagli per 165 mila euro nel 2015
I fondi di oggi sono inferiori a quelli dell’anno scorso solo per lo Stabile. Resistono Passioni e Storchi
Dire che i vertici di Ert (Fondazione Emilia Romagna Teatro) sono imbufaliti per i minori investimenti, decisi dal ministero dei Beni Culturali nell'ambito del “Fondo unico dello spettacolo” è usare un eufemismo.
Il direttore Pietro Valenti, per ora, pubblicamente non parla e rimanda i commenti a una prossima conferenza stampa: «Ma solo dopo avere informato della vicenda i soci di Ert» puntualizza. In realtà si tratta di una stangata vera e propria per i teatri emiliani.
Che è successo? Come ogni anno il ministero ha infatti deciso i finanziamenti statali che spettano a ciascun teatro nazionale - in tutto 7, compreso Ert - nell'ambito del Fus.
Per il 2015 la struttura che riunisce gli enti di Modena, Bologna e Cesena porterà a casa 1 milione e 773mila euro, ossia circa 165mila euro in meno rispetto a quando, fino a dodici mesi fa, Ert era solo un teatro stabile regionale. Una bella beffa, soprattutto se si ricorda che l'ente diretto da Valenti dovette sopportare non poche polemiche quando si trattò di aggregare, in sostanza salvandolo dal fallimento, la storica Arena del Sole di Bologna.
Ora il lavoro è aumentato e la cifra totale è appunto di poco superiore al milione e 700mila euro: «Siamo tutti molto arrabbiati - dice l'assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti - Ora dovremo ricalibrare le spese dell'ente e i responsabili dovranno fare molta attenzione. Però non possiamo fare altro che prendere atto della situazione e andare avanti, sperando che a fine anno il Ministero riveda le cifre del Fus. C'era l'aspettativa che Roma premiasse il nostro sforzo di aggregazione regionale dei teatri mentre arriva solo un milione e 700mila euro, cifra che certo è superiore di circa 750 mila euro rispetto a quanto Ert prendeva da sola, ma è inferiore di quanto risulti sommando il Fus di Ert del passato con il Fus dell'Arena del Sole. Sono aumentati i criteri oggettivi di assegnazione dei fondi ed è un bene, ma per noi rischia di essere controproducente visto che siamo abituati a produzioni e gestioni di qualità a basso costo.
Insomma siamo stati penalizzati. Cosa dovevamo fare, trasferire a Bologna la sede di Ert solo per avere un criterio di potenziale bacino di utenza più ampio? Non avrebbe avuto senso, tanto più che Modena all'ex Amcm investirà ancora sull'area del Teatro delle Passioni». Per capire l'entità della beffa degli scarsi finanziamenti che lo Stato ha riservato a Ert tra Modena e Bologna basti pensare che lo Stabile di Genova, teatro regionale e non nazionale, ha avuto dallo Stato 1,8 milioni di euro. Il teatro ligure è considerato di “rilevante interesse culturale”, ma certo nella categoria inferiore rispetto a Ert che in tutto gestisce in regione 13 enti, tra grandi e piccoli. Tra cui sotto la Ghirlandina, “Passioni” e “Storchi”. Il direttore generale del ministero, Salvatore Nastasi, ha destinato per tutto il Fus 13,5 milioni di euro e Modena-Bologna è al quarto posto dopo il Piccolo di Milano e gli stabili Torino e Roma.
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