Alessandra & Alessandra sono di nuovo sposate
Finale. La Bernaroli ha ritirato con la moglie lo storico certificato di matrimonio «Prima unione tra persone dello stesso sesso, non voglio una legge al ribasso»
FINALE. Sono serviti quasi due mesi per vedere applicata la sentenza della Cassazione: una pronuncia che resterà nella storia e che sancisce il primo matrimonio tra persone dello stesso sesso in Italia. Ma da ieri Alessandra Bernaroli e la moglie sono di nuovo sposate dopo che, cinque anni fa, il Comune di Bologna aveva unilateralmente annullato le nozze per motivi di “ordine pubblico”. In sostanza, con il cambio di sesso della sindacalista Bper, la coppia entrava in un limbo legislativo. Ne è nata una lunga battaglia legale, sostenuta anche dalla Rete Lenford, terminata con la sentenza 8097/2015 che ha visto l’ultimo atto all’ufficio Anagrafe di Bologna, dove il funzionario ha firmato lo stato di famiglia e l’atto di matrimonio davanti all’avvocato Anna Tonioni. Sabato, invece, all’ufficio Anagrafe di Finale, Alessandra aveva ritirato l’estratto di matrimonio.
«È ovvio che sono molto soddisfatta - dice - siamo al coronamento di una lunga battaglia. Stiamo vivendo questi frangenti con grande gioia, anche perché sentiamo di essere protagonisti di un momento storico. Io e mia moglie Alessandra siamo infatti la prima coppia sposata, unita con un matrimonio vero tra persone dello stesso sesso».
Ma la Bernaroli non si ritirerà dalla sfida dei diritti omosessuali. Anzi, la storica sentenza della Cassazione la porta ad alcune amare riflessioni sulla strategia politica necessaria a sancire i matrimoni omosessuali. «La Corte - annota - aveva dichiarato valido il nostro matrimonio, invitando il Parlamento a legiferare su “altra forma di convivenza registrata che ne tuteli adeguatamente diritti ed obblighi”. In sostanza si parla di unioni civili, ma dal mio punto di vista questa sarebbe una legge al ribasso, che tornerebbe a mettere a rischio il mio matrimonio. Partiamo da un assunto: i transgender e i gay sono persone uguali alle altre? Ormai è assodato, quindi perché continuare ad insistere sulle unioni civili, come in molti stanno facendo, quando è stato sancito dalla Cassazione, che possono esserci i matrimoni tra persone dello stesso sesso con annessi quei diritti che le unioni civili non garantiscono? Ecco, il mio appello è che la politica guardi avanti e non si limiti ad operazioni minimali, ormai superate».
Ma neppure la strada del referendum piace alla sindacalista di Massa. «A me piace ragionare con i fatti: bene la vittoria del referendum sui matrimoni gay in Irlanda, ma è meglio affidarsi alle decisioni concrete, come possono essere le sentenze, piuttosto che alle emozioni di un votante».
Francesco Dondi
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