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Antico libro Estense va all’asta a Londra

Antico libro Estense va all’asta a Londra

I primi giorni di luglio, in occasione di un'asta in programma a Londra dell'antica casa di incanti Dreweatts Bloomsbury, si verifica una occasione imperdibile per passare dalle parole ai fatti sul...

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I primi giorni di luglio, in occasione di un'asta in programma a Londra dell'antica casa di incanti Dreweatts Bloomsbury, si verifica una occasione imperdibile per passare dalle parole ai fatti sul tema del recupero della memoria di Modena capitale all'epoca degli Este.

Va infatti all'asta una parte smembrata del prestigioso breviario in latino, riccamente decorato, noto con il nome di "Llangattock" e soprattutto conosciuto come il Breviario di Leonello d'Este, un'opera manoscritta realizzata su pergamena e miniata, risalente alla Ferrara del 1441-1448.

E il prezzo di partenza non è neppure elevato vista l'importanza culturale e storica dell'oggetto: appena 2mila euro di stima, ossia il prezzo di una fotografia contemporanea di poco valore.

«Si tratta di una opera utile - spiega Leonardo Piccinini, storico dell'arte che si è accorto della vendita del foglio - offerta con una stima non elevata. Spero dunque che la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, gli enti culturali della nostra città e gli Amici dell'Estense possano porre attenzione per comprendere se vale la pena portare a Modena quell'oggetto. Ricordo che i breviari erano oggetti di culto, raffinati e rarissimi, possibili solo per nobili e principi visto che per realizzarli occorreva la pelle di centinaia di pecore. Questo breviario è riccamente decorato e se giungesse a Modena potrebbe dialogare con i tanti tesori librari, che ben pochi conoscono, esposti alla Biblioteca Estense. Occorre occuparsi non solo di eventi effimeri, ma anche di questi oggetti provenienti dal passato estense».

Il foglio in vendita si presenta realizzato su doppia colonna con testo in stile gotico e l'uso di colori come il blu, il rosso e il giallo dorato per le tante decorazioni e figure che compaiono ai lati della parte manoscritta.

Le miniature potrebbero essere state realizzate dagli artisti Giorgio d'Alemagna, Bartolomeo di Beninca, Guglielmo Giraldi e Matteo de' Pasti. Nell'Ottocento l'opera finisce nelle collezioni di John Allan Rolls, secondo barone di Llangattock co-fondatore della Rolls-Royce e nel 1958 venne messo sul mercato dell'arte dagli eredi.

Oggi il volume è scomposto presso numerose collezioni d'arte e la maggior parte superstite è ad Harvard. Lo stato di conservazione secondo gli esperti della casa d'aste è ottimale.

Stefano Luppi

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