Pagelle con tutti “10” piccoli geni in città
La prima notizia è che ha preso tutti dieci, la seconda è che da grande vorrebbe fare l'insegnante. E' stata una bella soddisfazione per la piccola Giada Grassi, una terza elementare alle spalle da...
La prima notizia è che ha preso tutti dieci, la seconda è che da grande vorrebbe fare l'insegnante. E' stata una bella soddisfazione per la piccola Giada Grassi, una terza elementare alle spalle da qualche giorno e una pagella da incorniciare, ma non sono pochi coloro che hanno raggiunto ottimi risultati nella bella scuola primaria "Cittadella" di Modena, come conferma il Direttore del sesto Circolo didattico, Luigi Vaccari. «La bambina non immaginava che avrebbe avuto questi voti perché sa che le maestre non sono certo larghissime e lei è sempre con i piedi per terra», ci dice la mamma di Giada, Sara Battaglino. «Siamo andate insieme a scuola il giorno del ritiro delle pagelle e quando ha visto i voti è rimasta molto contenta. E' una bambina molto responsabile, più della sua età, la sua costanza è sempre stata premiata». Sì, perché a Giada piace tantissimo studiare, lo fa con piacere sin dalla prima classe e ci tiene. «Ma il merito è delle insegnanti», precisa la mamma, anche lei docente di lingue, insegna al liceo Muratori. «Merito degli insegnanti che le hanno trasmesso il piacere dello studio e la voglia di leggere». A scuola è attivo il Progetto lettura, che consente ai bambini di andarsi a prendere un libro in biblioteca nei momenti liberi. «Anche in matematica e inglese la ragazza è stata motivata. Come docente di lingue straniere cerco di trasmettere la passione per la lingua e lei gradisce. E' una bambina molto sensibile e questa passione per lo studio dipende dalla sensibilità delle maestre».
Bella la sua classe 3 A, colorata di tante nazionalità, in linea con l'identità multietnica di questa scuola. La massiccia e gioiosa presenza di bambini stranieri, affiatatissimi tra loro, dà segni di sé ai passanti, nelle ore di pausa dopo la mensa, con un campetto di calcio affollato da un esercito di bambini dai vari colori, che inseguono festosi un pallone, che si rincorrono a vicenda tra gli alberi, che consolano un compagno più triste in un angolo più appartato sotto il sole o sotto l'ombra di uno dei tanti alberi. Problemi? Nessuno. L'integrazione è un tutt'uno con l'età e i bambini neppure si accorgono delle incomprensioni che anmano il mondo degli adulti. «La presenza di tanti alunni stranieri è semmai una ricchezza - aggiunge la mamma professoressa - Molto spesso le insegnanti hanno fatto leggere delle storie alle mamme in diverse lingue. Questa esperienza le ha unite e ha consentito a tutti di conoscere le altre culture, i bambini sono molto uniti tra di loro».
Da insegnante di un liceo, quanto ritiene importante per il futuro successo formativo iniziare a studiare sodo fin da piccoli?
«È basilare che i bambini apprendano subito - spiega Sara Battaglino - Occorre motivare i bambini fin dall'inizio. La scuola Cittadella è molto ben strutturata, ci sono tanti laboratori che arricchiscono ai quali ogni anno aderiscono bambini e genitori. Arte, cucito, falegnameria, laboratorio creativo, riparazione biciclette…».
Riparazione biciclette?
«Certo, e le riparano davvero, le portano da casa rotte e grazie a un genitore che insegna loro, se le riparano».
Giada fa il tempo pieno. E' stata un'esigenza familiare o una scelta didattica? «È stata una scelta didattica. Credo molto nel tempo pieno. E' molto stancante per i bambini perché ci sono tante materie di studio nel pomeriggio, ma è molto più produttiva. Fa i compiti venerdi pomeriggio, così sabato e domenica si riposa».
Non si pensi che Giada pensi solo allo studio. Oltre a coltivare il sogno controcorrente di fare l'insegnante Giada, che per questa pagella si è meritata ieri una menzione sulla rivista «Tecnica della scuola», fa ginnastica ritmica da 3 anni alla Panaro. Ma la più grande passione è per l'informatica e il computer.
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