Racket indiano, condanne pesanti
Tentato omicidio di connazionale ed estorsioni: 16 anni al capo, 7 e mezzo al vice
Il giudice del tribunale di Modena ha condannato a 16 anni Singh Balwinder Singh, conosciuto come Baba, e a sette anni e 4 mesi a Paramjit Singh, detto Sanga, , gli unici due giudicati con rito ordinario della banda di indiani di Carpi che aveva seminato il panico nella comunità, effettuando numerose estorsioni ai danni dei concittadini commercianti e pestando un connazionale che rischiò di morire. Il pubblico ministero, Lucia De Santis, aveva chiesto 18 anni per “Baba”, considerato la mente del sodalizio e una pena maggiore per Sanga, il cosiddetto braccio destro. Ma sono fioccate comunque condanne esemplari per quella che, sulle prime, sembra davvero una organizzazione di stampo mafioso (non è stata riconosciuta l’aggravante) con il boss, l’uomo di fiducia, il picchiatore e gli altri scagnozzi, cognati e parenti del boss, tutti pronti a taglieggiare e a minacciare commercianti indiani, titolari di negozi e di kebab.
Baba e Sanga sono stati ritenuti colpevoli, oltre di estorsioni, del tentato omicidio di Singh Bikramjit, il loro “picchiatore”, massacrato di botte e preso a martellate nell’ottobre del 2012, trovato esanime nel parcheggio del Conad in via Marx. Il 28enne, che probabilmente voleva tirarsi fuori dalla banda, si trasformò in una specie di “pentito”: iniziò a vuotare il sacco, a raccontare chi fossero stati a ridurlo in quello stato e soprattutto a spiegare chi fossero i personaggi che reggevano le fila della banda di taglieggiatori. Singh Balwinder, 53 anni, è descritto come una persona temuta da tutti nella comunità indiana. La sua banda era solita avvicinare le vittime anche durante le funzioni religiose al tempio di Novellara, ritrovo delle varie comunità indiane in zona. Le estorsioni, a seconda del successo che aveva il kebab, arrivavano anche a 400 euro al mese. Scattarono così lunghe e delicate indagini. Dalla procura è arrivato ieri un encomio sia agli agenti del commissariato di Carpi sia agli agenti della Penitenziaria per come hanno indagato e gestito la situazione: fioccarono gli avvisi di garanzia, i rinvii a giudizio e in rito abbreviato, le prime pesanti condanne. Per Amarjit Singh 9 anni di carcere per quattro estorsioni. Per Tajilder Singh, 27 anni, 10 anni di carcere per tentato omicidio e più di 4 estorsioni. Per Harwindal Pal Singh, 5 anni e 20 giorni di carcere. Ieri “Baba”, dopo la sentenza, è stato denunciato per oltraggio acorpo giudiziario: aveva per due volte sputato per terra in segno di spregio.
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