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Modena, stroncato da overdose alle ex fonderie di via Menotti

di Stefano Totaro
Modena, stroncato da overdose alle ex fonderie di via Menotti

L’area sia interna che esterna è tornata a essere ricettacolo di tossicodipendenti. Siringhe abbandonate vicino all’asilo

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MODENA. Era scomparso da casa da ormai tre giorni. Da Mirandola, dove abitava con la sua famiglia, dopo la segnalazione alle forze dell’ordine le ricerche si erano diffuse su tutto il territorio modenese. Un passato burrascoso quello di M.C., legato alla tossicodipendenza: per questo cinquantaduenne si temeva il peggio e purtroppo i timori si sono rivelati reali. L’uomo è stato trovato privo di vita all’interno delle ex fonderie, tra i ruderi del capannone centrale, quello che dall’esterno si vede percorrendo il tratto iniziale di via Santa Caterina oppure imboccando via Mar Ionio.

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Lui era seminudo, sdraiato di schiena. Accanto c’era una siringa sporca di sangue. Ieri mattina, tra le 8 e le 9, è stata una squadra di addetti comunali, personale appositamente incaricato per effettuare pulizie in zona e all’interno delle aree dismesse, ad accorgersi della presenza del cadavere durante il loro consueto giro. Gli addetti comunali hanno subito avvisato le forze dell’ordine e il 118 e in breve una Volante della polizia e successivamente la Scientifica si sono portati sul posto iniziando ad occuparsi del caso. Secondo un primo esame esterno il decesso, da attribuirsi con ogni probabilità ad una overdose di eroina, non risale alla nottata appena trascorsa ma probabilmente si superino le ventiquattro ore.

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L’ipotesi più plausibile è che la vicenda si sia consumata tra domenica e lunedì: M.C. sarebbe arrivato a Modena, probabile che abbia acquistato in città la droga e poi abbia scelto un posto abituale, un luogo appartato e sicuro, le ex fonderie, quei capannoni abbandonati che in passato, prima di costosi ed assidui repulisti effettuati da Comune e forze dell’ordine, erano covo di clandestini e di tossicodipendenti. La sua auto, una Megane, è stata ritrovata parcheggiata in via Mar Ionio. L’uomo ha pi scavalcato con facilità le recinzioni e ha compiuto il rito dell’iniezione della droga: siringa, laccio emostatico. Era da solo e nessuno ha potuto dare l’allarme in tempo , quando ha iniziato a collassare a causa dello stupefacente.

Ma non era comunque il solo che in quest’ultimo periodo ha frequentato le ex fonderie con lo stesso scopo. Quando la polizia ha effettuato il sopralluogo non ha potuto non notare la presenza di siringhe. Siringhe e segni di presenze, di stazionamenti di tossicodipendenti un po’ ovunque, per terra, nello spiazzo del capannone centrale dove è stato trovato il cadavere, nella vegetazione circostante. Bisogna fare attenzione quando si percorre l’area . E devono fare la massima attenzione anche i cittadini all’esterno: fanno bella mostra di se alcune siringhe abbandonate nel parcheggio esterno, quello in via Santa Caterina, di fronte all’asilo, all’area cortiliva dove giocano i bimbi.

Di sera e di notte quella zona è terra di nessuno, ci si può appartare in auto, si può consumare droga all’esterno e, se si vuole stare ancor più tranquilli, all’interno tra i ruderi. Le ex fonderie sono tornate ad essere un luogo di ritrovo per i tossicodipendenti.

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