Unione Distretto Ceramico: i profughi potranno fare lavori di volontariato, l'avallo del sindaco di Fiorano
Il sindaco di Fiorano Francesco Tosi a nome dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico ha firmato in prefettura a Modena l’accordo per possibile impiego nei parchi o servizi per la comunità
FIORANO. Il sindaco di Fiorano, Francesco Tosi, in rappresentanza dell’Unione dei Comuni del Distretto ceramico, ha sottoscritto davanti al Prefetto di Modena Michele Di Bari il “Protocollo d’intesa per la realizzazione di percorsi di accesso al volontariato rivolti a persone inserite nell’ambito di programmi governativi di accoglienza per richiedenti protezione internazionale”.
Con questo protocollo si ufficializza, per tutti gli otto Comuni dell'Unione, la possibilità di definire e realizzare percorsi di accoglienza ed integrazione a favore dei migranti, “permettendo loro di conoscere il contesto sociale attraverso attività di volontariato a favore della comunità e promuovendo la formazione di una coscienza della partecipazione”. Nella sostanza i migranti potranno svolgere lavori di volontariato e di pubblica utilità per i Comuni dai quali sono ospitati, cosa che invece non era loro consentita finora, in quanto lo status di rifugiato non li inquadrava in alcun modo per instaurare un rapporto di collaborazione con la pubblica amministrazione.
Prima di questo provvedimento in alcune occasioni c'erano stati, sia a Fiorano che Sassuolo, tentativi di impiego degli ospiti per esempio nella pulizia dei parchi, me erano stati sospesi proprio a causa di problemi legali e regolamentari, che il protocollo firmato ieri supera.
Le attività potranno essere svolte dai cittadini stranieri che siano accolti su territorio nell’ambito di programmi governativi a sostegno di migranti forzati, richiedenti protezione internazionale, o che abbiano ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale umanitaria e siano in attesa del rilascio del relativo permesso di soggiorno.
«È una cosa altamente positiva – ha commentato Tosi – perché queste persone potranno dare un contributo alle comunità che li ospitano, ma è anche utile per loro, come opportunità di impegno e di inserimento». È anche il primo protocollo sottoscritto dall'Unione dei Comuni come ente collettivo. Come spiega il documento “l’adesione del migrante si intende libera, volontaria e gratuita” e tocca ai singoli enti locali individuare, in sinergia con associazioni, i servizi che potranno essere svolti, garantire la formazione necessaria, fornire strumenti e attrezzature, dare adeguata copertura assicurativa. Le attività dovranno principalmente inserirsi nel contesto dei servizi alla collettività che non richiedono specializzazione e comunque secondo le capacità, attitudini professionalità e intenzioni del migrante”.
A Fiorano è la Parrocchia a ospitare i nove profughi in un proprio alloggio; la gestione è di una cooperativa con fondi dello Stato. Il Comune non ha costi e non sono segnalati problemi di sorta, ma ora è più facile dare a queste persone una opportunità di rendersi utili.
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