Banda assalta il Fa.ma di Ponte Motta di Cavezzo: prese le attrezzature
Spaccata da decine di migliaia di euro alla rivendita di articoli di Giardinaggio Fa.ma., di via Cavour a Ponte Motta di Cavezzo. Una banda di ladri, composta da almeno sette persone, è entrata in azione di notte, mandando in frantumi la vetrata. Il titolare, Marco Lugli: "Il palo urlava: continuate a rubare"
CAVEZZO. Spaccata da decine di migliaia di euro alla rivendita di articoli di Giardinaggio Fa.ma., di via Cavour a Ponte Motta di Cavezzo. Una banda di ladri, composta da almeno sette persone, è entrata in azione nella notte fra martedì 16 giugno e mercoledì 17 giugno, mandando in frantumi la vetrata del punto vendita con un furgone. Dai particolari emersi si intuisce che il colpo è stato attentamente pianificato dal gruppo. E oggi i titolari sono esasperati.
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«Era un commando più che una banda - spiega Marco Lugli, titolare della rivendita insieme al padre Irio - dalle telecamere del Comune e del distributore di fronte abbiamo visto darsi da fare 7-8 persone incappucciate. Prima hanno parcheggiato il furgone, un Iveco Daily bianco di cui purtroppo non si riesce a leggere la targa. Poi uno di loro ha tagliato la gomma della macchina di mio padre parcheggiata di fronte al punto vendita, per evitare eventuali inseguimenti. Successivamente, i malviventi hanno legato il cancello della casa di legno dove abita mio padre da quando è venuto il terremoto con una corda. Per mettere a segno il colpo hanno preso il furgone, posizionandolo in retromarcia nel prato vicino alla rivendita e usandolo come ariete: con un forte colpo hanno mandato in frantumi la vetrata e sono riusciti a entrare».
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Il bottino è ingente - circa 12mila euro - ed è composto da una quarantina di attrezzi tra cui decespugliatori, tosasiepi e motoseghe senza poi contare i costi di sistemazione della vetrata e delle tre auto danneggiate.
E non è la prima volta che i ladri visitano il negozio: dal 2008 la rivendita Fa.ma. è stata presa di mira almeno sei volte. «Durante la spaccata è suonato l’allarme e io mi sono precipitato sul posto - prosegue Marco - quando sono arrivato ho sentito il “palo” di fronte alla rivendita che urlava ai complici “continua, non ti fermare”. Erano tutti incappucciati, ma quella voce tradiva un accento del sud. Una volta capito cos’era successo non ci è rimasto che fare denuncia ai carabinieri. È già la sesta volta nel giro di sette anni che siamo bersaglio dei ladri. La notte tra lunedì e martedì c’è stato un altro colpo a Cento, in un negozio molto simile al nostro. Scommetto che si tratta della stessa banda: da noi i ladri hanno abbandonato a terra un estintore che avrebbero utilizzato per creare fumo nel caso qualcuno avesse tentato di seguirsi. Anche da Ramponi hanno lasciato un estintore, non credo sia solo una coincidenza».
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