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Ex-Fonderie di Modena: «Si vive come in trincea»

di Gabriele Farina
Ex-Fonderie di Modena: «Si vive come in trincea»

Proteste e proposte dai residenti della zona di via S. Caterina e della Crocetta a Modena. Sono quasi rassegnati: «Volevamo usare gli spazi verdi per presidiare l’area ci è stato negato»

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Proteste e proposte. Il ritrovamento dell’uomo morto alle ex fonderie ha sollevato vecchie questioni sulla sicurezza della zona. «Ci sentiamo trincerati», ha spiegato don Paolo Notari. «Siamo rassegnati», hanno aggiunto alcuni residenti. Ieri via Santa Caterina era stata ripulita dalle siringhe ritrovate a pochi metri dall’ingresso della scuola primaria.

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Tuttavia, si vedevano ancora le confezioni di quelle per insulina usate spesso da chi si droga per iniettarsi dosi di eroina. Una dipendenza che, secondo una prima ricostruzione degli investigatori, avrebbe portato alla morte di M. C., 52enne di Mirandola scomparso da giorni da casa. Si era rifugiato al centro del capannone centrale, in una zona che da tempo la parrocchia chiede di riqualificare. Dapprima era stato don Sergio Mantovani, ora il testimone è passato al successore don Paolo Notari. «Se potessimo utilizzare il terreno - ha spiegato il secondo - potrebbe essere utilizzato per le nostre attività con i giovani. Si potrebbe fare un campo di calcio e presidiare l’area. Abbiamo 105 bambini ai centri estivi e una settantina di animatori adolescenti che li seguono: un bel progetto pedagogico».

Il parroco di Santa Caterina ha ribadito che, nonostante il passare degli anni, la soluzione ancora appare lontana. «Don Sergio mi ha spiegato che all’inizio non avevano dato una risposta - ha ripreso l’ex riferimento spirituale dei nonantolani - poi hanno detto di no. Tutto è finito con il parcheggio. Siamo vicini alle ex fonderie, ci sentiamo trincerati, non possiamo far correre ai bambini pericoli. In via Santa Caterina le auto sfrecciano, i lampioni rendono il parco più visibile, ma siamo interessati al progetto. Dobbiamo tutelare la scuola». «Prima di uscire abbiamo una ronda notturna - ha confermato Clara Orlandi, responsabile dell’educazione dell’istituto materno - e alla mattina presto facciamo un sopralluogo di pulizia». La donna vive da tempo nel quartiere e ne conosce i difetti.

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«In passato si vedevano più tossici che passavano e si facevano - ha ripreso Orlandi - come scuola siamo qui nelle ore diurne. In generale la situazione complessiva resta sempre uguale». Il 9 gennaio in centinaia affollano il cippo di via Ciro Menotti per ricordare Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti.

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Sei lavoratori caduti nel 1950 quando le fonderie erano ancora aperte e la polizia sparava ai manifestanti durante le proteste. Alle spalle del luogo della memoria abbondano cartacce, scatole di siringhe e altri segni di degrado. «Percepiamo la situazione di degrado - ha riconosciuto Cesare Pizzolla, segretario Fiom-Cgil di Modena - è un problema da affrontare». La sede della federazione è a due passi, in via Mar Jonio. «Qualche tempo fa lo spaccio avveniva in via Mar Tirreno - ha detto Novella Sacchi, residente da 45 anni nella zona - poi si è spostato. A volte si vedono due o tre personaggi che vanno nelle ex fonderie. Il degrado c’è anche perché non puliscono da mesi. Il parco che propone don Paolo andrebbe bene, però anche se è chiuso entrano lo stesso. Quando ci sono le elezioni in vista fanno tanti proclami, poi è finita lì».

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Per la donna non è un problema di forze dell’ordine. «Non si può dire che non passino - ha ripreso Sacchi - il problema è che anche se li arrestano dopo due giorni sono liberi. Servirebbero anche dissuasori per le auto che corrono». «Il 13 maggio ho telefonato alla polizia municipale - ha detto Luciana Panzani - perché avevo visto 5 ragazzi con un’aria ben definita uscire dalle ex fonderie. Ho avvisato gli agenti, che mi hanno rassicurato: avrebbero svolto le indagini e mi avrebbero fatto sapere. Ancora non lo hanno fatto...».

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